La Ue è da mesi che sta subendo gli attacchi concentrici da Trump e Putin (altro che scontro). I due, infatti, hanno in comune il medesimo progetto: uno smottamento totale che lascerà morti e feriti sul campo.
La guerra in Ucraina è solo la cartina di tornasole di una ridefinizione radicale degli assetti mondiali. Zelensky è unicamente una ridicola pedina in questo gioco, costretto ad alternare il ruolo di Madonna Pellegrina “piangente” (alla perenne ricerca di soldi e di armi), e di suddito-vittima dei due sovrani ben insediati sul loro trono.
E fa ridere se non pena, il tentativo quotidiano da parte del mainstream, della politica di casa nostra, degli intellettuali ed esperti, di non capire “la legge del più forte” e di aggrapparsi ancora a concetti superati e morali, come la “pace giusta” e “duratura” (che non ci sono mai state nella storia), o la “sovranità violata”, come se da noi in Europa ne esistesse una di autentica.
L’abbiamo sempre scritto: l’Italia a “sovranità limitata” dal secondo dopo-guerra in poi (si è visto con i tentativi falliti di affrancarsi dagli Usa ad opera degli Olivetti, dei Mattei, fino a Craxi e Berlusconi), va a riarmarsi per difendere una “sovranità farlocca” come Kiev, nel nome di una Ue che non c’è.
Ridicolo, grottesco e drammatico, se pensiamo pure alla trovata alchemica del ministro Crosetto circa la leva volontaria. Delle due l’una, o è leva obbligatoria (il sicuro futuro), quindi, senza la parola “volontaria”, o si tratta di esercito volontario di mestiere, come è adesso, al massimo da irrobustire con i riservisti. E’ chiaro che c’è l’inganno, c’è la manipolazione per portarci gradualmente ad accettare un prossimo conflitto continentale, magari prima ibrido, secondo le regole oggettive della Finestra di Overton.
In quanto alla Meloni, se dobbiamo difenderci da soli, perché restano e nessuno dà loro il ben servito alle basi militari Usa da noi (Aviano, Vicenza, Ghedi, Camp Darby, Napoli, Gaeta, Sigonella)?
Perché siamo arrivati a ciò? Per tante ragioni: formalmente per difendere i valori occidentali “inesistenti”. L’Europa, va accettato, è solo un aggregato di interessi, di centrali lobbistiche e apparati burocratici. Molto debole rispetto alla geopolitica, alla coesione culturale (ha rinunciato alle radici giudaico-cristiane), alla difesa, all’immigrazione, non ha un esercito, e invece, molto arrogante sulle cose inutili e sulla cultura woke, il gender, i vaccini e il green. Un flop globale rispetto alle intenzioni e ai desiderata dei suoi padri fondatori, compreso il nostro De Gasperi.
E ancora, è di un’inutilità sconfortante, un vero e proprio nulla. Finché in piena guerra fredda, si alimentava e sosteneva di anticomunismo e dell’ombrello americano si sentiva coccolata e forte; ma ora dentro una nuova guerra fredda a tre (Usa-Russia-Cina), non sa più che fare, che dire, come muoversi. Solo protervia verbale.
E soprattutto non ha più un soldo (si chiama eterogenesi dei fini): per restare coerente a una narrazione falsa ed autolesionista, ha finito per spendere il doppio per il gas (acquistato dagli Usa), ha finito per spendere di doppio per comprare le armi destinate a Zelensky che prima otteneva gratuitamente dalla Casa Bianca. Non è nemmeno riuscita a prendersi i fondi degli oligarchi russi, depositati in Belgio, per rimpinguare le sue casse (la Bce è stata chiara).
E per non essere spazzata via dai popoli, sempre più vicini a pulsioni populiste anti-casta la sua classe dirigente se non vuole subire una rivoluzione interna, deve necessariamente fare una guerra, come dimostra la storia, investendo nella produzione militare prossima ventura.
Infatti, ci sta preparando a farla. Obbligando l’opinione pubblica a schierarsi mediaticamente, psicologicamente con la nomenklatura e la sua narrazione “difensivistica”.
L’Ucraina è solo un mero pretesto per resistere, abitando ancora un castello di carta.
L’asse Trump e Putin non va letto come il parto di mostri autocratici e fascisti che si vogliono spartire il mondo a dispetto della democrazia. Sono la realtà naturale. Magari questi due non infiorettano il loro dominio con concetti umanitari universali o tipo “esportazione della democrazia”. Ma si muovono su binari cinicamente economici e commerciali.
Pertanto le recenti dichiarazioni anti-Europa di Putin (“Se l’Europa vuole la guerra noi siamo pronti”), e di Trump (il documento “National Security Strategy” non ha risparmiato aspre critiche alla leadership europea, in ordine alle politiche migratorie, l’insufficiente spesa militare, la stagnazione economica, il deserto demografico: “Assisteremo alla cancellazione della civiltà europea da qui a 20 anni con relativa perdita dell’identità nazionale. O cambia o scompare”), con l’aggiunta effervescente e provocatoria del solito Musk (“Europa è praticamente il Quarto Reich”), sono “acqua fresca”.
Non sono loro i nemici dell’Europa, ma è l’Europa che si fa male da sola.
E cosa ha fatto oggi? “Repetita non iuvant”. Nell’incontro dei soliti volenterosi (Merz, Macron, Starmer e la Meloni da remoto), ha ribadito il sostegno militare a Kiev e il piano per riarmarsi. Obiettivo “rafforzare la difesa”. Una “comunicazione bellicistica per la pace”. Come volevasi dimostrare.


