Meloni: “Quando non sono d’accordo con Trump glielo dico”. Le posizioni su Groenlandia e Venezuela | Video

venerdì, 9 Gennaio 2026
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella sua conferenza stampa di inizio anno presso l’Aula dei Gruppi della Camera, ha tracciato un bilancio articolato dei principali dossier internazionali, soffermandosi in particolare sul rapporto con Donald Trump, sugli Stati Uniti, sulle tensioni legate alla Groenlandia e sull’evoluzione della crisi in Venezuela. Una linea che tiene insieme fedeltà all’asse euro-atlantico e autonomia di giudizio, senza sconti né adesioni automatiche.

Meloni alla conferenza stampa di inizio anno, le frasi su Trump e Stati Uniti

Sul rapporto con Donald Trump, Meloni rivendica una posizione chiara e senza ambiguità. “Ci sono molte cose sulle quali non sono d’accordo con Trump, l’ho detto e lo ribadisco”, ha affermato la premier, indicando nel rispetto del diritto internazionale uno dei punti di maggiore distanza. “Penso che il tema del diritto internazionale sia qualcosa che va ampiamente difeso: quando saltano le regole del diritto internazionale siamo tutti molto più esposti”.

Il dissenso, ha spiegato, non viene nascosto né mediato: “Quando non sono d’accordo lo dico, ma lo dico a lui: non ho difficoltà”. Allo stesso tempo, Meloni respinge la narrazione di un’Italia chiamata a prendere le distanze da Washington. “Non ho capito cosa si stia chiedendo quando si dice che l’Italia deve prendere le distanze dagli Stati Uniti”, ha osservato, ricordando che le direttrici della politica estera italiana restano Unione Europea e Alleanza Atlantica.

Con toni ironici, la presidente del Consiglio ha messo in discussione le alternative implicite avanzate da una parte dell’opposizione: “Dobbiamo uscire dalla Nato? Dobbiamo chiudere le basi americane? Dobbiamo rompere i rapporti commerciali? Dobbiamo assaltare i McDonald’s?”. La sua risposta è netta: “Cerco le luci piuttosto che le ombre nel rapporto italiano con i suoi partner, perché a noi conviene rafforzare questo ambito che è il nostro ambito di appartenenza”.

Nel bilancio complessivo, Meloni ha riconosciuto di essere stata “d’accordo con Trump sul Venezuela” ma “non d’accordo sulla Groenlandia”, marcando una distinzione caso per caso nelle valutazioni sull’azione dell’ex presidente americano.

Sul tema della Groenlandia e dell’Artico, Meloni ha preso le distanze da ipotesi di intervento militare statunitense: “Io non credo nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei e che non converrebbe a nessuno”, ha chiarito.

Secondo la premier, l’amministrazione Trump utilizza “metodi molto assertivi” per porre l’attenzione sull’importanza strategica dell’area artica: “Credo che stia soprattutto ponendo l’attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per i suoi interessi e per la sua sicurezza”, ha spiegato, sottolineando che si tratta di una zona in cui “agiscono molti attori stranieri” e che il messaggio degli Stati Uniti è quello di non accettare “ingerenze eccessive di altri attori ostili”.

In questo quadro si inserisce anche l’impegno italiano. Meloni ha ricordato che il governo sta lavorando da tempo su una strategia nazionale per l’Artico, che verrà presentata dal ministero degli Esteri, con l’obiettivo di “preservare l’area artica come zona di pace e di cooperazione”, contribuire alla sicurezza della regione e sostenere le imprese italiane interessate a investire, senza trascurare il ruolo della ricerca e dello studio del cambiamento climatico.

Il filo conduttore resta quello della prevenzione: “Il modo migliore per prevenire i problemi che potrebbero portarci molto in là è garantire che ci sia una presenza seria e significativa dell’Alleanza atlantica nell’Artico”, coinvolgendo anche la Groenlandia e rispondendo alle preoccupazioni di sicurezza espresse dagli Stati Uniti.

Il Venezuela con la speranza per Trentini

Sul Venezuela, il giudizio della premier è particolarmente duro nei confronti della situazione interna del Paese, ma accompagnato da segnali di apertura sul piano diplomatico. “Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani”, ha detto Meloni, sottolineando come il gesto della presidente venezuelana vada “nel senso della pacificazione” e possa rappresentare “un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela. Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l’unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio”.

Allo stesso tempo, Meloni ha descritto un quadro sociale drammatico: “In Venezuela un docente guadagna due dollari al mese, accade che i ragazzi vadano a scuola due giorni a settimana e che ci sia una situazione di povertà dilagante”. Una realtà che, secondo la premier, viene spesso rimossa o distorta da una certa lettura ideologica.

Durissime le parole rivolte alla sinistra italiana: “Vedere degli italiani di estrema sinistra che spiegano a degli esuli venezuelani cosa significhi essere venezuelano lo considero surreale”. Meloni ha rivendicato invece l’importanza delle immagini e delle testimonianze di speranza provenienti direttamente dai cittadini venezuelani: “Credo che la risposta migliore l’abbiano data i venezuelani che in queste ore ci hanno riempito i social media con gioia e speranza per il futuro della loro Nazione”.

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