Sondaggi, sale il sì al Referendum e Vannacci vicino al 4%

mercoledì, 11 Febbraio 2026
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Testa a testa fra ‘SÌ’ e ‘NO’ per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. È quanto emerge dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca YouTrend per Sky TG24, diffuso oggi dal canale all news secondo il quale nello scenario ad alta partecipazione il ‘SÌ’ sarebbe leggermente avanti (52,6% contro 47,4%), con un’affluenza potenziale vicina al 59%. Con affluenza bassa la situazione si ribalterebbe di poco: ‘NO’ al 51,1%, ‘SÌ’ al 48,9%, affluenza al 46,5%.
La frattura politica è netta: tra gli elettori di centrodestra oltre il 90% voterebbe ‘SÌ’ in entrambi gli scenari, mentre nel ‘Campo Largo’ più dell’85% si schiera per il ‘NO’. Tra “altri e astenuti” prevale il ‘NO’ con il 60% in caso di alta affluenza e 58,2% in caso di bassa affluenza.

Futuro Nazionale: il nuovo partito percepito come forza di maggioranza e di destra radicale
A livello generale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, dato dalla rilevazione al 3,9%, è visto più spesso come forza di maggioranza (38%) che di opposizione (23%), ma quasi quattro su dieci non sanno collocarlo. Nel centrodestra l’opinione più diffusa lo colloca nell’area di Governo (59% maggioranza, 13% opposizione), mentre anche nel ‘Campo Largo’ molti lo immaginano interno alla maggioranza (39%), accanto però a un 35% che lo immagina all’opposizione. Sull’asse sinistra–destra, Futuro Nazionale è associato quasi esclusivamente all’area destra/estrema destra: nel totale 36% lo indica in queste due categorie e solo il 6% in centro o centrodestra moderato. Tra gli elettori di FdI e Lega e la componente “estrema destra” supera ampiamente quella di semplice “destra”, (rispettivamente 39% e 25%) confermando una percezione di partito più radicale rispetto ai partiti di appartenenza.

‘Stretta securitaria’: il 48% contro la stretta del Governo, per il 34% misure efficaci
Sull’efficacia complessiva dell’approccio del governo Meloni – più reati, pene aumentate e misure restrittive sull’immigrazione – il 34% lo giudica molto o abbastanza efficace nell’aumentare la sicurezza, mentre il 48% lo considera poco o per nulla efficace; quasi un quinto non si esprime. Anche in questo caso, la lettura è fortemente politica: tra gli elettori di centrodestra oltre il 70% ritiene efficace la stretta, anche se quelli di Forza Italia sono più scettici (il 40% ritiene che siano interventi “poco” o “per nulla efficaci”), mentre nel ‘Campo Largo’ le quote di critici (75%) superano largamente quelle di favorevoli (14%), avvicinandosi ai tre quarti del totale.

Manifestazione di Torino: opinione pubblica spaccata, ‘Campo Largo’ solidale e centrodestra ostile
Sul corteo per il centro sociale Askatasuna il paese si divide in quattro blocchi quasi equivalenti: il 16% è del tutto d’accordo con le istanze anche in presenza di violenti, il 19% sarebbe d’accordo ma prende le distanze dai violenti, il 24% non condivide ma avrebbe rispettato una protesta pacifica, il 20% è contrario e l’avrebbe direttamente vietata. Un ulteriore 21% non si esprime. Tra gli elettori del ‘Campo Largo’ prevale nettamente il sostegno di merito alla manifestazione (oltre metà del PD nella prima opzione, M5S più distribuiti tra prime due), mentre nel centrodestra domina l’ostilità: tra FDI e Lega si concentra soprattutto il blocco di chi “non è per nulla d’accordo” e avrebbe proibito il corteo, con percentuali intorno o sopra al 40–50%.

Italiani divisi sul ruolo delle forze dell’ordine in piazza
Sulla gestione dell’ordine pubblico in piazza, il 25% vorrebbe un ruolo più defilato (intervento solo a protezione di obiettivi sensibili, niente manganelli e lacrimogeni), un altro 25% confermerebbe l’assetto attuale e un 33% chiede una linea ancora più attiva, con più poteri e uno “scudo penale”; il 17% non sa. Tra gli elettori di FDI e Lega prevale chiaramente la richiesta di linea dura: oltre la metà sostiene il ruolo più attivo e protetto, mentre solo una minoranza chiede limiti maggiori all’uso della forza. Nel ‘Campo Largo’ lo schema è rovesciato: PD, AVS e parte dei 5 Stelle si concentrano soprattutto sull’opzione del ruolo più defilato, con quote doppie rispetto al totale. Da sottolineare che gli elettori di Forza Italia sono più vicini a quelli centristi che agli alleati in maggioranza.

Misure del governo su manifestazioni e armi: consenso ampio su ordine pubblico, divisione sull’immigrazione
Il fermo preventivo di 12 ore per manifestanti considerati a rischio ottiene il 63% di consenso e il 24% di contrari: sostegno quasi plebiscitario nel centrodestra (oltre il 90% favorevole), ma quadro più diviso nel Campo Largo, dove favorevoli e contrari sono quasi alla pari. L’eliminazione dell’iscrizione automatica nel registro degli indagati per uso della forza da parte delle forze dell’ordine divide di più: 46% favorevoli, 36% contrari. Qui la frattura politica è massima: larghe maggioranze a favore nel centrodestra, mentre tra PD, AVS e parte di M5S prevalgono i contrari, che arrivano a superare il 60–70% in alcuni segmenti. I provvedimenti su armi e manifestazioni sono quelli più condivisi: il divieto di vendita di coltelli ai minorenni è approvato dall’87% degli intervistati con consenso trasversale; il divieto di partecipazione alle manifestazioni per chi è già stato condannato per lesioni ad agenti di polizia raccoglie il 78% di favorevoli, con solo una minoranza di contrari anche nel ‘Campo Largo’. Le misure sui ricongiungimenti familiari dei cittadini stranieri residenti in Italia sono le più controverse: 42% favorevoli, 40% contrari, 18% indecisi. Tra gli elettori del Campo Largo prevale nettamente il dissenso (oltre il 70% contrari), mentre nel centrodestra domina il sostegno (circa tre su quattro favorevoli), segno di una forte polarizzazione sul tema migratorio.

Intenzioni di voto: slancio di FdI e M5S, PD in calo
Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 28,9% (-0,3, variazioni calcolate sul sondaggio diffuso il 4 febbraio con la presenza della lista Vannacci), con un vantaggio vicino agli otto punti sul Partito Democratico, che sale al 21,2% (+0,2). Il Movimento 5 Stelle cresce leggermente all’11,8% (+0,4), ma resta distanziato di circa nove punti dal PD. AVS è al 7,0% (+0,4). Nel centrodestra Forza Italia è stabile al 9,5%, mentre la Lega scende al 6,2% (-1,0). Considerando anche Noi Moderati (1,0%, -0,1), l’area di governo si colloca complessivamente poco sopra il 45% (45,6%). Futuro Nazionale (3,9%, -0,3) drena voti soprattutto dalla Lega. L’area centrista-liberale rimane molto frammentata: Azione è al 4,0% (+0,6), Italia Viva al 2,2% (-0,3) e +Europa all’1,9% (+0,6), pari all’8,1%).

Giudizio sul governo e fiducia nei leader: Meloni allunga su Schlein, salgono Conte e Tajani
Il giudizio sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni resta negativo, ma con una polarizzazione leggermente inferiore: rispetto alla rilevazione del 4 febbraio, i giudizi positivi sono il 32% (-1%), quelli negativi il 59% (-3%), mentre aumenta la quota di “Non so” al 9% (+4%). Tra gli elettori di centrodestra, l’83% dà un giudizio positivo e solo il 13% negativo, mentre nel Campo Largo lo schema è opposto (93% negativi, 7% positivi); tra “altri e astenuti” prevalgono i giudizi negativi (68%) ma con un 21% di indecisi. Sul piano personale, Giorgia Meloni vede crescere la fiducia al 35% (+2%) con la sfiducia al 62% (-2%), mentre Elly Schlein scende al 25% di fiducia (-2%) e sale al 68% di sfiducia (+1%): il divario tra le due leader si allarga così a 10 punti sulla fiducia (35% contro 25%). Giuseppe Conte registra un recupero significativo, con la fiducia che sale al 30% (+3%) e la sfiducia che scende al 63% (-2%). Matteo Salvini migliora leggermente (22% di fiducia, +1%; 72% di sfiducia, -2%). Antonio Tajani continua il suo trend positivo, arrivando al 30% di fiducia (+1%) con un calo della sfiducia al 59% (-1%). Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si conferma di gran lunga la figura più apprezzata: 65% di fiducia (in linea con la precedente rilevazione) e solo il 29% di giudizi negativi (-2%), con il 6% di “Non so” (+2%). Tra gli elettori del ‘Campo Largo’ e del centro la fiducia supera il 90%, mentre anche nel centrodestra resta molto alta. Tra i leader dei partiti minori, Matteo Renzi sale al 17% di fiducia (+3%) e Carlo Calenda al 20% (+2%), mentre Angelo Bonelli (17%, stabile) e Nicola Fratoianni (19%, -1%) restano su valori simili al passato, con quote ancora elevate di “Non lo conosco/Non so”. Per Roberto Vannacci, testato separatamente al 4 febbraio, i livelli di fiducia sono pari al 17%, a fronte del 58% di sfiducia e di un 25% che non esprime un’opinione: con la nascita del nuovo partito crescono sia la fiducia (+3%) sia la sfiducia (+5%). La fiducia è concentrata soprattutto tra gli elettori di centrodestra (in particolare FdI e Lega), mentre tra gli elettori del ‘Campo Largo’ prevale nettamente la sfiducia e i giudizi positivi restano marginali.

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