I deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo, dopo aver annunciato la sera precedente una pausa di 24 ore di riflessione, hanno infine votato di fatto la fiducia al governo, Meloni contribuendo al via libera dell’Aula. Una scelta che ha segnato il passaggio politico odierno dei cosiddetti “vannacciani” di Futuro Nazionale verso l’area della maggioranza, ma che non ha trovato corrispondenza sull’altro fronte della discussione: nessun esponente della maggioranza ha infatti sostenuto i loro ordini del giorno che chiedevano lo stop all’invio di aiuti militari all’Ucraina, respinti con il voto compatto dei partiti di governo.
Rossano Sasso ha rivendicato la posizione del suo gruppo, spiegando: “Noi siamo degli interlocutori del centrodestra. Io questo l’ho sempre sostenuto. Non vogliamo che al potere tornino le sinistre e oggi abbiamo dato un primo chiaro segnale, però voteremo convintamente no al decreto legge Ucraina perché per noi la coerenza è un valore. Noi riteniamo che inviare ulteriori miliardi di euro e armi per una guerra che purtroppo è già definita non aiuti a conseguire una pace e questo soprattutto sulla pelle degli ucraini. Abbiamo chiesto, con degli ordini del giorno che sono rimasti in piedi, di destinare quelle risorse per la sicurezza degli italiani, per raddoppiare il numero di assunzioni nelle forze dell’ordine, perché c’è una guerra lontano da noi tra due potenze straniere, ma c’è una guerra nelle nostre città che riguarda ogni giorno donne, uomini, bambini e anziani con dei balordi che imperversano nelle nostre città, che rubano, rapinano, stuprano e uccidono. C’è una guerra anche in Italia”.
Alla domanda sulla ricerca di voti anche tra le opposizioni con gli ordini del giorno anti armi, Sasso ha aggiunto: “Non ci interessa il voto delle opposizioni, non ci interessa. Ci interessa capire all’interno del centrodestra quanti colleghi che hanno in passato mostrato la nostra stessa sensibilità, senza metterci la faccia, vogliono davvero tutelare l’interesse e la sicurezza dei cittadini italiani”.
Futuro Nazionale in maggioranza? Tajani sceglie prudenza
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato con prudenza il possibile ingresso o sostegno stabile di Futuro Nazionale all’area di governo: “Scissioni non portano mai a cose buone. Il Governo va avanti per la sua strada e la maggioranza pure. Chi vuole sostenere il Governo ben venga. Non significa nulla. Non c’è stata nessuna richiesta da parte nostra sulla fiducia. C’è stata una microscissione, dovrà essere la Lega a decidere se farli rimanere in coalizione. La decisione spetta a loro. Forza Italia dal punto di vista culturale, valoriale e ideologico non ha molti punti di contatto con questa nuova formazione”.
Le reazioni della maggioranza e delle opposizioni
Lo Speciale ha raccolto a Montecitorio le reazioni di maggioranza e opposizione. Di tono ben diverso da quello di Tajani la replica della Lega, con il deputato Stefano Candiani che ha liquidato l’iniziativa con parole dure: “Questi sono degli scappati di casa che tentano di racimolare qualche voto, noi della Lega siamo parlamentari e gente seria”, ha detto ridendo, confermando – come poi avvenuto – il voto compatto contro gli ordini del giorno al decreto Ucraina.
Prudente anche il responsabile organizzazione nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che sull’ipotesi di un eventuale ticket elettorale con Futuro Nazionale ha osservato: “È prematuro tutto ancora. Dobbiamo capire: sono parlamentari che fino a ieri erano a tutti gli effetti in maggioranza. Oggi hanno votato la fiducia. Vedremo strada facendo, la politica è così. Ciascuno è libero di esprimere le proprie idee, ne paga le conseguenze nel bene e nel male. Quindi non vedo perché si debba… non ho intenzione di dare giudizi preventivi. Vedremo strada facendo come lavoreranno e cosa faranno e cosa diranno”.
Dalle opposizioni è arrivata invece la critica del Movimento 5 Stelle, con Francesco Silvestri che ha dichiarato il non voto del suo partito agli ordini del giorno dei vannacciani nonostante anche i pentastellati siano per lo stop all’invio di aiuti militari all’Ucraina: “Non ha nessun senso votare ordini del giorno con chi ha dichiarato di votare la fiducia a questo governo che invierà le armi in Ucraina. Quindi non capisco fare un ordine del giorno per dire di non votare le armi in Ucraina e votare la fiducia al governo che manderà le armi in Ucraina. Ma io posso votare gli ordini del giorno con queste persone? La questione ucraina è una questione seria. Questi ne stanno facendo una barzelletta per prendersi a vicenda qualche voto. È una questione molto seria. Questo non è un teatro, non stiamo alle comiche, non è il cabaret. Quindi, visto che io ho profondo rispetto di quest’Aula e di queste istituzioni, non credo che il Movimento 5 Stelle rischi in qualche modo di votare gli ordini del giorno di Vannacci”.


