Se due magistrati di una certa rilevanza pubblica come il ministro Carlo Nordio e il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri rilasciano da sponde opposte dichiarazioni di fuoco sul referendum anziché contribuire a distendere la discussione, c’è da giurare che la marcia di avvicinamento al voto avverrà in un clima sempre più avvelenato da resa dei conti.
Intervistato da un quotidiano calabrese, il procuratore di Napoli aveva rilasciato un commento al vetriolo: «Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente». Dopo aver sollevato un polverone mediatico, Gratteri aveva provato a puntualizzare la ratio del suo pensiero: «Ho detto che a mio parere voteranno sì le persone a cui questo sistema conviene, ma non tutti quelli che voteranno sì sono appartenenti a centri di potere».
A stretto giro, il ministro Nordio, intervistato da un giornale veneto, aveva lanciato la sua granata: «Tra le correnti della magistratura c’è una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio può eliminare. I magistrati nella loro maggioranza non sono ideologizzati: sono le correnti a essere strumenti di potere e carriera. Il sorteggio rompe questo meccanismo “para-mafioso”, questo verminaio correntizio, come l’ha definito l’ex procuratore antimafia Roberti, poi eletto con il Pd al parlamento europeo, un mercato delle vacche». Nordio ha chiarito di non temere la politicizzazione del referendum: «Non faremo l’errore di Renzi. Se vincesse il no non cadrebbe in nessun caso il governo, anche perché in Parlamento abbiamo una maggioranza schiacciante. L’unico risultato sarebbe quello di fermare la riforma. E sarebbe una vittoria di quei pochi magistrati che sguazzano nel verminaio ai danni dei cittadini, di destra e di sinistra».
Anche in questo caso è partita la caccia al bersaglio: «Inadeguato». «Indecente». «Eversivo» si è sentito dire Nordio. Poi, sollecitato dal Corsera ha precisato: «Ah, ma non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva dette Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano», ha detto citando un’intervista dell’ex pm antimafia di Palermo che presentò la sua candidatura tuonando contro le «degenerazioni del correntismo» del Csm. «L’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso».
Quasi divertito Nordio ha aggiunto: «Ne ho altre di citazioni. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una». Ora l’antidoto a queste “false notizie” dei sostenitori del no il guardasigilli lo ha immaginato citando ulteriori dichiarazioni fatte in passato dagli stessi magistrati che ora avversano la riforma. «Siccome ho una memoria di ferro me le sono ricordate tutte. Le sto andando a riprendere e ne ho fatto una raccolta. E loro non si rendono conto che io sto semplicemente citando le loro parole».
Tirato per la giacchetta da Nordio, si è fatto vivo anche il magistrato Di Matteo: «A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino».
A poco più di un mese dal voto, la polemica tra Governo, opposizioni e magistratura conferma quanto il referendum sulla giustizia sia diventato uno dei temi più polarizzanti del dibattito politico. Il rischio vero è che si arrivi ad aprire le urne senza nessuno abbia mai affrontato il merito di una riforma tecnica preferendo lo scontro politico e istituzionale più ampio. In mezzo, i cittadini sempre più ignari di ciò che sta accadendo.



