Boom d’affluenza alle urne per il referendum sulla giustizia: alle 23 di ieri ha votato il 46,07% degli aventi diritto, cifra record. Al referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari, l’affluenza, alle 23, era stata del 39,37%. Si registra la grande spinta del Centro Nord.
L’Emilia Romagna si conferma la Regione con la più alta partecipazione pari al 53,69%, maglia nera alla Sicilia con il 34,94%. Per quanto riguarda le altre regioni, ecco i dati: Abruzzo 46,56%; Basilicata 39,88%; Calabria 35,70%; Campania 37,78%; Friuli Venezia Giulia 48,55%; Lazio 48,23%; Liguria 48,18%; Lombardia 51,83%; Marche 49,41%; Molise 39,78; Piemonte; 48,94% Puglia 39%; Sardegna 39,09%; Toscana 52,49%; Trentino Alto Adige 41,34%; Umbria 50,11%; Valle D’Aosta 44,25%; Veneto 50,25%.
Nei principali capoluoghi l’affluenza alle 23 è stata: Roma 49,5%, Milano 53,2%, Bari 40,8%, Bologna 57,2%, Napoli 37,1%, Firenze 56,4%, Venezia 49,6%, Torino 49,3%. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, vota oggi tra le 11,30 e le 12,00 al seggio della Scuola Primaria Rosalba Carriera di via Orazio Console. Non c’è bisogno del quorum: il voto è valido anche se va alle urne meno del 50% della popolazione maggiorenne. Seggi aperti fino alle 15.
Intanto l’associazione “Giornaliste Italiane” esprime «forte preoccupazione per il clima crescente di ostilità che sta attraversando il dibattito pubblico, in cui episodi di violenza e comunicazioni cariche di odio finiscono per alimentarsi a vicenda. L’aggressione subita da una troupe impegnata in un servizio giornalistico è un fatto grave che si inserisce in un contesto in cui chi informa è sempre più esposto a intimidazioni e reazioni ostili». Parallelamente, nel confronto sul referendum sulla giustizia, «si registrano dichiarazioni e commenti che superano il limite del dissenso, introducendo contenuti che legittimano messaggi di odio e delegittimazione dell’altro, anche attraverso affermazioni estreme espresse in contesti pubblici e amplificate sui social».



