In un momento come questo, tra guerra e crisi economica internazionale, cosa vuol dire puntare sulla famiglia?
“Stiamo vivendo un momento drammatico, nel mondo ci sono guerre, instabilità politica e gravi difficoltà economiche. Per questo non c’è cosa più importante che investire sulla famiglia e sulle generazioni del domani, anche per dare un messaggio di speranza, di vita, e di futuro. La Santa Pasqua è tutto questo: messaggio universale dell’umanità che rinasce, è il riscatto e la resurrezione della vita. La famiglia è infatti, speranza, vita, futuro, solidarietà e sicurezza. Ed è questa la ragione per cui in prossimità della Pasqua ho voluto rilanciare la proposta di legge regionale sulla Famiglia a mia prima firma, già incardinata in Consiglio e in dirittura d’arrivo. Puntare sulla famiglia vuol dire valorizzare la cosa più preziosa che abbiamo. Ma non solo: significa pesare positivamente sull’economia: i consumi delle famiglie rappresentano la componente principale del PIL italiano, incidono per circa il 59,8% del totale. Per non parlare dei dati allarmanti dell’inverno demografico: la nostra natalità è al minimo storico: per l’Istat abbiamo raggiunto un desolante calo del 3,9%, ovvero meno 15.000 bambini nati rispetto al 2024. E nel Lazio (dati dell’Osservatorio Vita e Natalità), nel 2025 le nascite sono calate del 9,4% e la fecondità è 1,01 figli per donna.Mi sembra scontato che ci sia bisogno di una radicale inversione di tendenza e di una vera rivoluzione culturale e politica di buon senso che metta al centro la natalità. Altrimenti rischiamo l’implosione di tutto il sistema, anche della nostra società”.
Cosa rappresenta per la Regione Lazio questa legge?
“Significa introdurre una visione moderna, organica e strutturata per la famiglia. Un piano di lungo periodo, che per la prima volta affronta insieme famiglia, natalità e demografia, il che vuol dire occuparsi dei servizi alla famiglia ma anche delle coppie giovani che desiderano un figlio, delle madri in difficoltà socioeconomica, dei genitori separati, dellefamiglie numerose e di quelle vedove. Nel mezzo della situazione di caos che stiamo vivendo, con una cultura della morte dilagante, significa puntare sulla natalità e sul futuro. Non parliamo di interventi spot, bensì di una legge che credo possa rappresentare un modello anche per altre Regioni. D’altronde, si tratta di un lavoro collettivo, meditato a lungo e condiviso dalle più importanti associazioni di categoria fortemente radicate sul territorio”.
Riassuma i punti fondamentali della legge
“Innanzitutto si tratta di una legge nuova, non solo di un aggiornamento rispetto a normative precedenti. Per la prima volta famiglia, natalità e demografia vengono affrontate insieme come strategia complessiva. I punti in discussione sono onestamente molti, ma volendo riassumerne qualcuno: la natalità diventa una priorità concreta. Cambio di paradigma. La legge non si limita a sostenere le famiglie esistenti, ma mira esplicitamente a favorire le nascite. Tra le novità più significative famiglia giovane, pensato per aiutare concretamente le nuove coppie a costruire una famiglia. Prevede contributi economici e percorsi di accompagnamento alla gravidanza e alla genitorialità, con l’obiettivo di sostenere l’autonomia dei giovani e ridurre le incertezze che spesso portano a rinviare o rinunciare ad avere figli. Poi, maternità fragile. La legge introduce un intervento mirato per le donne in difficoltà socioeconomica, attraverso voucher e percorsi personalizzati prima e dopo il parto. È una misura molto concreta, che punta a rimuovere le cause economiche e sociali che possono ostacolare una gravidanza, offrendo sostegno reale nei momenti più delicati. E ancora: la Carta Famiglia del Lazio: uno strumento pratico che permette alle famiglie di accedere a sconti, agevolazioni e servizi sul territorio grazie ad accordi con soggetti pubblici e privati. È una misura che incide direttamente sulla vita quotidiana, rendendo più accessibili cultura, servizi e opportunità.
Infine, una politica in generale per la famiglia. La legge introduce una programmazione triennale e annuale, un “Tavolo permanente” su natalità e demografia e rafforza i centri per la famiglia. Si passa così da interventi sporadici a una politica pubblica continuativa, monitorata e capace di adattarsi nel tempo ai bisogni reali delle famiglie,pensando anche al grande tema della conciliazione tra vita familiare e vita professionale e alla solidarietà intergenerazionale con il fondamentale ruolo dei nonni”.
L’opposizione sulla sua legge è scesa sul piede di guerra, ha già presentato centinaia di emendamenti, cosa risponde?
“L’opposizione fa il suo mestiere. Anzi, mio compito come Assessore, assieme alla maggioranza in Consiglio, è anche di ascoltare e valutare eventuali critiche costruttive. Siamo in democrazia e la dialettica, il confronto tra maggioranza e opposizione è normale. Ma voglio ricordare anche che il presidente Rocca, per la prima volta nella storia del Lazio, ha voluto una delega ad hoc per la famiglia, separandola dalle politiche assistenziali, perché investire sulla famiglia significa investire sul futuro della nostra regione. Se l’opposizione vuol darci una mano, noi siamo aperti al dialogo con chi ha a cuore il futuro demografico del Lazio”.
L’intervista video
a cura di Thomas Cardinali



