Cosa resterà dopo Trump? Non è facile prevederlo, come non è facile analizzarlo in tempo reale. E noi osservatori abbiamo compiuto ogni sforzo, esponendoci anche a figure barbine. Della serie, “alza il tiro per mediare”, come da pura prassi commerciale; “non ha strategia, solo interessi economici”, “balla tra il Deep State Usa e i Maga”, “fa favori unicamente ai suoi amici tecno-mistici o investitori-speculatori di borsa”; o semplicemente “è pazzo”. E “si fa gli attentati da solo”, per risalire la china nei sondaggi, calmare i cristiani divisi e offesi per il suo attacco al papa, improvvisando una comunicazione ecumenica da statista, dopo mesi e mesi di messaggi sprezzanti e violenti.
Certamente dalle “sue” macerie, rimarrà un mondo devastato, destabilizzato, demolito, senza diritto internazionale, senza gli storici organismi sovra-statuali (Onu, Nato, Ue etc), ma solo la configurazione di un nuovo ordine mondiale tripolare, Usa-Russia-Cina (con preminenza di quest’ultima), basato sulla forza e sull’accaparramento militare delle risorse energetiche.
Ma forse, storicamente, è stato sempre così; solo che nel secolo scorso, dopo il trauma dei due conflitti mondiali, c’era stata maggiore capacità di infiorettare le relazioni internazionali, con mantra ideologici tipo umanitarismo, pace, fratellanza, globalismo, cooperazione, solidarietà tra i popoli ed esportazione della democrazia (si legga proiezione universale dell’egemonia occidentale).
Una cosa il Tycoon, però, l’ha ottenuta: ha fatto un favore a tutti: la sinistra mondiale si è risvegliata, Bruxelles si è ringalluzzito, i sovranisti più radicali stanno perdendo a 360 gradi, l’Iran è più forte di prima, i giornalisti e i politici hanno quotidianamente qualcosa da dire e da scrivere.
Ma tra i suoi doni, spunta il “migliore-peggiore”: ha reso macchietta, parodia i valori che ha preteso di incarnare elettoralmente ossia, il conservatorismo, condannandolo alla sconfitta da qui almeno ad altri vent’anni.
E i leader che si accosteranno a tali idee (dal diritto alla vita, alla famiglia naturale, alle battaglie anti-gender, anti-Lgbtq; dalla resistenza anti-cultura woke all’anti-cancel culture, nel nome delle identità culturali, storiche e religiose dei popoli-sovrani), saranno destinati a perdere. E’ e sarà, “l’effetto(nefasto) Trump”.
Il sovranismo traeva la sua forza da un semplice ragionamento: gli elettori di mezzo mondo associavano la povertà economica alla globalizzazione. E avevano risposto aggrappandosi alle sovranità statali e al Welfare. Ora, inesorabilmente collegheranno la crisi economica ed energetica al sovranismo bellicistico, rappresentato da Trump e dai suoi sodali. Fine dei giochi. Il vento torna a sinistra.
Le macerie dopo Trump. Ecco cosa accadrà



