Giorgia Meloni, ha sfruttato l’emergenza immigrazione per costituire una sorta di asse del Nord con Danimarca e Germania, una “triplice alleanza” che le consente di coprirsi su un tema politicamente e (soprattutto) elettoralmente sensibile come l’arrivo in Europa delle ondate di stranieri .
L’asse vero e proprio è per la verità con la Danimarca di Mette Frederiksen, mentre con la Germania di Frederich Merz è una specie di “patto di non aggressione”, ma comunque politicamente utile sia a Roma sia a Berlino.
Con la premier danese, l’accordo sì sostanzia, come è noto, in una potente dichiarazione d’intenti contro l’«immigrazione incontrollata», circostanza che ha permesso alla premier italiana di recuperare spazio politico all’interno dell’Europa dopo il braccio di ferro con Pedro Sanchez dopo l’“invasione” di Ceuta. Ma il dato politicamente più interessante è un altro: Frederiksen guida un governo di centrosinistra. Per Giorgia si tratta di un assist notevole, perché le consente di rintuzzare efficacemente gli attacchi del campo largo dimostrano la natura meramente ideologica della sinistra italiana sul tema immigrazione È come se la premier italiana dicesse: «Il campo largo può andare d’accordo in Europa giusto con Sanchez. Leader più avveduti e più vicini ai bisogni della gente la pensano in modo assai diverso, anche se sono politicamente affini a Elly Schlein e Giuseppe Conte». È una vera e propria mossa del cavallo che consente a Meloni di dimostrare il “ritardo” culturale dei suoi oppositori politici.
Più complessa la questione con la Germania, che chiede l’applicazione rigorosa del nuovo Patto sui migrati entrato in vigore il 12 giugno scorso. In base a questo accordo, gli immigrati devono essere rispediti nel Paese europeo in cui sono transitati la prima volta. Berlino chiede a Roma di riprendersi, tra gli altri, una ragazza somala di 22 anni.
Non sarebbe, di per sé, un grande problema. Ma, in altri tempi, il governo italiano avrebbe fatto fuoco e fiamme contro quello tedesco. Invece stavolta Palazzo Chigi ha scelto il basso profilo. Meloni ha dimostrato “comprensione” per Merz, a cui non gioverebbe certo una polemica con Roma alla vigilia di importanti elezioni in alcuni lander nei quali la Cdu sente il fiato sul collo di AfD. Il gesto di Meloni è stato apprezzato da Berlino tant’è che l’ambasciatore tedesco a Roma, Thomas Bagger, si è affrettato a dichiarare che Italia e Germania collaborano nella «massima fiducia» in tutte le questioni migratorie. Nello stesso tempo, il governo italiano ha fatto sapere che il cancelliere Merz ha abolito i finanziamenti alle ong tedesche che scaricano migranti sulle nostre costa.
L’Italia di Meloni dimostra di aver capito (a differenza del campo largo) che quello dell’immigrazione è un tema politicamente forte. E, con questo asse del Nord, punta a cautelarsi sia dagli attacchi di sinistra sia da quelli di destra.



