Continua in Francia la protesta nei licei, sempre più violenta, con molti istituti bloccati in tutto il Paese. Gli studenti sanno manifestando contro le “classi pollaio”, aule che in media contano tra i 32 e i 35 alunni, la mancanza di professori di ruolo, dei supplenti, del personale amministrativo e degli assistenti scolastici, che lasciano un vuoto nelle aule che rimangono così scoperte per settimane. A Parigi si registrano decine di scuole dove il blocco ha impedito il regolare svolgimento delle attività. A Nizza gli studenti si sono ritrovati davanti al liceo Albert-Calmette per una protesta comune, mentre a Lione la contestazione si è tenuta davanti all’Ampere. Nel frattempo, la contestazione ha preso piede anche nell’università, in mattinata si contavano almeno quindici atenei bloccati, tra cui quelle di Strasburgo, Poitiers, Nanterre o Montpellier. Durante la riunione interministeriale di crisi del governo, il premier Sebastien Lecornu ha chiesto ai suoi ministri di annullare o rinviare gli spostamenti ufficiali previsti nei prossimi «affinché le prefetture concentrino le proprie risorse sulla gestione della situazione».
Intanto, divampano le polemiche dopo le parole del sindaco di Saint Denis Bally Bagayoko, di La France Insoumise, secondo il quale «la violenza, a un certo punto, può essere legittima». Dichiarazione pesantissima che ha confermato qualche ora dopo. Durissima Marine Le Pen, leader di Rassemblement National, strafavorita nei sondaggi in viste delle prossime elezioni presidenziali: «Non si tratta più di proteste studentesche. Si tratta di sommosse organizzate da professionisti e guidate da deputati di La France Insoumise. Marsiglia, Lione, Grenoble, Besançon, Nîmes, Strasburgo: ovunque in Francia la situazione sta degenerando. Insegnanti vengono aggrediti, arredi urbani dati alle fiamme, autobus presi a sassate. Recandosi di persona davanti ai licei per arringare i giovani, incitando i propri militanti all’insurrezione e inviando i propri deputati davanti agli istituti, Jean-Luc Mélenchon si assume una grave responsabilità per la situazione che il nostro Paese sta vivendo».
A Tolosa si sono verificati diversi incendi a margine delle proteste, uno di questi è divampato sui binari di un tram, causando disagi alla circolazione. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme. Situazione molto tesa a Marsiglia. In una nota trasmessa alla stampa, la Région Paca (Provence Alpes Cote d’Azur) denuncia violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo di Marsiglia. Secondo l’autorità regionale, «il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina». Sempre a Marsiglia, scrive Le Figaro, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry.
Nella regione delle Bouches-du-Rhone, 40 scuole superiori sono state interessate dalle proteste studentesche, 18 delle quali sono state bloccate, riferiscono i media francesi. Secondo quanto riferito dalla prefettura, tre unita’ antisommossa sono state dispiegate a Nizza, nei pressi dei licei Parc-Imperial e Magnan, in seguito ai disordini del giorno precedente. Finora, nel dipartimento sono stati effettuati 39 arresti, di cui sei durante la notte. Nel tentativo di porre fine al movimento di protesta iniziato martedì, il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha annunciato l’apertura di una “piattaforma di consultazione” alla quale potranno contribuire tutti gli studenti delle scuole superiori. Secondo il Ministero dell’Interno, ieri la protesta studentesca ha interessato 356 scuole, rispetto alle 338 del giorno precedente. Ieri, riporta Le Monde, sono state arrestate 625 persone e 83 tra agenti di polizia e gendarmi sono rimasti feriti. Dall’inizio dei blocchi, 119 studenti e membri del personale scolastico sono rimasti feriti.
L’Union syndicale lycéenne (Usl) ha lanciato un appello per inscenare oggi un ”atto due” della mobilitazione e per un’altra giornata d’azione martedì 6 ottobre. Le tre principali organizzazioni studentesche, Fage, Union étudiante e l’Unef, appoggiano il movimento invocando nuove manifestazioni e blocchi. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti durante i blocchi, ha riferito il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, secondo cui le forze dell’ordine sono intervenute “con grande proporzionalità”. Le indagini riguardano episodi avvenuti a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours, dove ieri un giovane è rimasto ferito alla testa ed è stato ricoverato in ospedale. Secondo il procuratore, le lesioni riportate sono “compatibili” con un colpo di lanciatore di proiettili di difesa in dotazione alla polizia.



