Brianza: quando l’apparenza diventa un’arma, il film di Simone Catania

venerdì, 16 Ottobre 2026
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Paolo Pierbon e Fausto Russo Alesi in una scena di Brianza di Simone Catania

Brianza, in concorso nella sezione Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma, parte da un fatto di cronaca nera che ha sconvolto il comasco: nel 2010 l’imprenditore Giacomo Brambilla fu ucciso e decapitato dall’armaiolo Alberto Arrighi, che nascose la testa nel forno di una pizzeria. Catania ne ricava un film che usa il crimine come punto d’arrivo di un percorso, più che come cuore del racconto.

Siamo nel 2009 e la crisi economica sta stringendo l’Italia. Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi), erede di una storica armeria brianzola, ha investito una fortuna in una boutique di lusso in Svizzera e ora rischia di perdere tutto. Schiacciato dai debiti e ossessionato dalla propria rispettabilità, finisce per accettare la proposta di Alberto Fumagalli (Paolo Pierbon), eccentrico uomo d’affari che gli offre un piano di appropriazione indebita. Nasce un’alleanza improbabile, in cui ogni problema sembra diventare un’occasione. Ma quella che pareva una scorciatoia si trasforma in una spirale di segreti e pericoli, che mette a rischio la famiglia di Giorgio, il suo onore e tutto ciò che ha cercato di proteggere.

La prima parte è la più forte, e il merito è soprattutto del cast. La coppia formata da Pierbon e Alesi funziona alla perfezione, con i due interpreti che si spalleggiano le battute con un’intesa rara. Fumagalli è l’operosità estrosa, il genio sciamanico dell’improvvisazione. Giorgio è il lavoratore serioso, composto, che sotto la superficie si rivela una bomba a orologeria. Il film vive dell’attesa di quando e come esploderà.

Marina Rocco è perfetta nei panni di Valentina, moglie di Farina, portando in scena il cliché della bionda bella e un po’ stupida,  Giovanni Calcagno interpreta in modo brillante il bodyguard fuori di testa, una presenza imprevedibile che accende ogni scena in cui compare.

Marina Rocco e Fausto Russo Alesi in una scena di Brianza di Simone Catania

Catania lavora su due registri. Da un lato c’è il realismo di un territorio riconoscibile, dall’altro una forte stilizzazione che sconfina nel grottesco e nel surreale. La casa dei Farina ne è l’emblema: più che un’abitazione sembra un’estensione dell’ossessione di Giorgio per l’apparenza. Qui l’estetica non è mai decorazione, ma racconta i personaggi quanto i dialoghi.

Il regista dice di aver voluto restituire questo mondo con uno sguardo intimo ma anche ironico e dissacrante, capace di raccontare il dramma senza rinunciare all’intrattenimento. Il film nasce da un legame profondo con la terra in cui è cresciuto e con la Svizzera, parte importante della sua storia familiare e professionale. Il fatto di cronaca accadde vicino alla sua casa natale, e dopo anni passati a produrre film e coproduzioni internazionali Brianza è per lui il punto d’incontro tra esperienza professionale e storia personale. Si sente: la conoscenza dell’ambiente emerge nei dettagli e nel modo in cui il film osserva le sue maschere.

Giorgio, Alberto e Valentina sono accomunati dalla solitudine e dal bisogno di appartenere, di essere riconosciuti in una società dominata dal successo e dalle apparenze. La crisi del 2008 fa da detonatore e li costringe a fare i conti con la propria identità e i propri valori. Un film che diverte e inquieta insieme: è in questo equilibrio il suo merito migliore.  Brianza non assolve nessuno e non chiede di essere amato: mette davanti allo spettatore uno specchio deformante, e il problema è che il riflesso somiglia fin troppo a un volto noto. Perché se la testa nel forno della pizzeria è il dettaglio che la cronaca non dimentica, il vero orrore è tutto ciò che la precede: la vanità, il decoro da difendere a ogni costo, la scorciatoia spacciata per intraprendenza. All’uscita dalla sala, la domanda scomoda non è chi sia il mostro, ma quanti ne conosciamo.

Scheda
Brianza, regia di Simone Catania. Sceneggiatura: Fabio Natale, Simone Catania, Ugo Chiti. Con Christophe Sermet, Daniele De Marchi, Davide Gagliardi, Dimitri Paoletti, Fausto Russo Alesi, Giovanni Calcagno, Gisella Burinato, Giuseppe Catania, Jean-Pierre Gos, Luca Bonsignore, Marco Calamandrei, Margherita Coldesina, Marina Rocco, Matteo Caremoli, Mattia Sbragia, Mohamed Nasser Ali Sobh, Nicola Palmese, Paolo Pierobon, Rossana Bena, Stefano Pucciatti. Durata: 118 minuti. Produzione: Beauvoir Films, Indyca, Rai Cinema.

Vittorio Zenardi 

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