Youssef Siher torna libero. E se la ride dello Stato italiano?

mercoledì, 28 Ottobre 2026
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Contrordine, abbiamo scherzato. Youssef Siher, il fondatore del “Movimento 17 Ottobre”, non è pericoloso e può tornare libero. Lo ha deciso il gip Tiziana Landoni, che non ha convalidato il fermo disposto dalla pm Francesca Crupi.

Secondo la giudice le condotte del 30enne di origine marocchina, con la creazione e l’amministrazione di un canale Telegram con 11.000 iscritti e di una pagina Instagram giunta a 50.000 iscritti, non sono incasellabili nelle fattispecie penali di «istigazione a delinquere» aggravata dalla «finalità di terrorismo», e nemmeno di «violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche» tipizzata come nuovo e autonomo reato dall’ultimo decreto legge del governo Meloni proprio dopo i saccheggi nel centro di Milano.

E dire che per la pm  Youssef ha svolto un particolare tipo di istigazione a delinquere online, «estrinsecata in una forza di suggestione e persuasione» capace di volgersi in una «dichiarazione di “guerra” continua», tale «da incutere un profondo timore nella popolazione e a destabilizzare l’ordinaria vita civile». Per il  gip, invece, le incendiarie affermazioni dell’indagato (condivise da migliaia di utenti del web) non hanno nulla di criminogeno.

C’è di che rimanere perplessi. Secondo quanto riportato da tutti i giornali a proposito degli incidenti di sabato 24 ottobre, è stato proprio l’arresto del giovane a impedire che migliaia manifestanti in varie città italiane ricevessero via web le indicazioni  sugli itinerari per prendere di sorpresa le forze dell’ordine.

La decisione della giudice di Milano ha mandato su tutte le furie Giorgia Meloni. Ecco il suo indignato commento al provvedimento di scarcerazione: «Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del Gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram “Movimento 17 ottobre”, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano».

Di sicuro il ritorno in libertà di Youssef verrà accolto con soddisfazione da tanti esponenti dell’opposizione di sinistra, i quali si erano subito schierati con l’inventore del movimento 17 ottobre. Per tutte queste anime belle, un tipo dalla faccia da Topo Gigio, come questo trentenne che smanetta tanto bene sul web, andava sottratto ai rigori della legge.

Tra le varie dichiarazioni messe in circuito da Youssef sul web c’è questo attacco contemporaneo all’autorità costituita e agli organi di informazione: «Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove».

Viene solo da notare che lo Stato italiano, lo Stato irriso da questo “guerrigliero” del web con tanto sarcasmo, è lo stesso che ha permesso a lui alla sua famiglia di crearsi un futuro nel nostro Paese. Da oggi Youssef Siher ha un motivo in più per prendersi gioco delle autorità che tutelano anche lui insieme con i suoi compari.  

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