Elly Schlein, la nuova segretaria del Partito Democratico, è diventata il soggetto di un attacco social per via del suo aspetto, tra meme, fotomontaggi e commenti.
Inevitabilmente, quando donne e uomini sono destinati a ricoprire un incarico importante, una porzione di italiani non può fare a meno di dare il peggio di sé. Ora, è arrivato il turno di Elly Schlein.
La neo segretaria del Partito Democratico è stata protagonista dapprima di un discusso fotomontaggio realizzato dal sindaco di centrodestra di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Il collage ha raffigurato la Schlein, insieme a dei cavalli, il tutto corredato dalla scritta «Per 2 euro che volevate, Belén?».
Ma questa non è la prima volta che la Schlein è stata attaccata per via del suo aspetto fisico.
Un esempio è stato nel 2020, l’anno in cui Marco Gervasoni, docente ordinario di Storia contemporanea all’Università del Molise, ha commentato la copertina dedicata al periodo in cui la Schlein ha ricoperto la carica di vicepresidente dell’Emilia Romagna. Con un tweet, Gervasoni ha scritto: «Ma che è, n’omo?», aggiungendo poi «Vanno di moda così, di recente. Le più belle sono tutte nel porno, o nell’harem di qualche multimiliardario, o entrambe le cose. Al popolo restano le racchie»
A questo attacco, ne sono susseguiti altri di cui la neo segretaria del PD ne è stata protagonista. Il tutto ha scatenato una serie di polemiche sui social, con qualche utente che ha definito questi meme e commenti “un attacco sessista”, il che, da una parte ha uno sfondo di verità, ma in realtà, non è stata solo lei ad essere criticata e derisa per via del suo aspetto esteriore. La questione è che ora, la Schlein, è soggetta agli attacchi proprio perché è stata la vincitrice alle elezioni nel PD, perciò i commenti sono molteplici ed estremizzati, dato che è destinata ad essere in prima fila.
Meme e commenti, dallo sfondo ironico e sarcastico, sono la diretta conseguenza del mostrarsi in pubblico, soprattutto se in vesti importanti, come quella politico-istituzionale. Non costituiscono quindi una novità nella politica, ma una vera e propria prassi, che, di anno in anno, si ripete e si enfatizza, a cambiare è solamente il soggetto, i meme, infatti, non provano pietà per nessuno.
Sono impossibili da dimenticare quelli su Brunetta, Renzi, Meloni, Salvini e via dicendo. Tutte personalità che, non appena hanno messo piede nella politica, non sono mai state abbandonate da commenti e immagini sarcastiche.
La domanda è: questi meme costituiscono solamente una moda passeggera o, al contrario, sono destinati a segnare la carriera di ciascun politico?



