Caso-Pozzolo. La sinistra non vuole condannare il fatto, ma le sue idee

giovedì, 4 Gennaio 2024
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Non voglio entrare nel merito della dinamica dei fatti. Sarà la magistratura a stabilirla. Certo, l’enfasi con cui certi media “schierati” hanno riportato la vicenda di Capodanno, che si è svolta nella notte di San Silvestro nel biellese, la dice lunga su una campagna di demonizzazione anti-destra che ormai ha superato ogni limite di decenza e che ha trasformato un semplice episodio di cronaca (per quanto increscioso) in un pernicioso caso politico. Non c’è giorno, fatto e discorso, infatti, che quello che attiene al governo, non venga setacciato, scandagliato, giudicato e condannato, modalità “processo di Norimberga”.

E va detto, la sinistra politica non perde occasione per reiterare il solito trito e ritrito schema mediatico-propagandistico che si articola in tre punti ossessivi: antifascismo, dimissioni dei malcapitati e la Meloni “obbligata a riferire in parlamento”, come per genuflettersi ad un tribunale permanente della Verità.
E’ proprio vero, quando Pd, grillini, verdi, intellettuali progressisti e compagnia cantando non hanno nulla da dire, non sanno come comportarsi, rispolverano un metodo da giacobinismo moralista, totalmente astratto e pregiudiziale.

Emanuele Pozzolo, stando a ciò che è accaduto, se verificato e confermato, non ha brillato per acume. E’ stato indagato per lesioni colpose e omessa custodia dell’arma: una pistola detenuta, tra l’altro, con regolare porto d’armi. Se è vero quanto riportato, ha sbagliato due volte: non si va alle feste con famiglie e bambini, armati; né tantomeno si spara per festeggiare il nuovo anno (modello-camorra), rischiando incidenti, come poi è accaduto (revolver da cui è partito un colpo che ha ferito ad una gamba Luca Campana, agente di scorta di Delmastro (nella foto), collega di Fdi di Pozzolo, il quale pur colpito dal proiettile non ha sporto denuncia, almeno a quanto risulta). E poi, di fronte alle richieste degli inquirenti ha accettato con ritardo di sottoporsi allo stub per verificare la presenza di polvere da sparo su mani, giubbotto e jeans indossati alla festa. E addirittura si sarebbe rifiutato di consegnare i suoi abiti, appellandosi secondo quanto sostenuto dalla procura biellese guidata da Teresa Angelo Camelio, all’immunità parlamentare.
E’ proprio vero, la formazione e selezione della classe dirigente a destra è un vulnus storico ancora non completamente risolto.

Ma quello che non è accettabile è l’equazione razziale e razzista della sinistra (la famosa superiorità etica) che ogni volta compie una sorta di collegamento naturale tra le persone al centro del mirino della cronaca e i valori che professano e difendono pubblicamente.
Come dire, visto che il “pistolero Pozzolo” è un fan della famiglia naturale, del cattolicesimo, un patriota, uno che non ammette sconti sulla storia passata, non crede nella mistica dei vaccini, è un free-vax, le idee che incarna e afferma sono sbagliate. Esattamente come il suo comportamento negativo la notte di San Silvestro.

Un esempio di male assoluto giudicato religiosamente dai soliti bravi, buoni e giusti della sinistra. E ancora, il Corriere della sera addirittura è arrivato a collegare il luogo del “misfatto” (il castello di Rosazza), a riferimenti architettonici massonici, esoterici, spiritisti e nazisti. Posto dove si sarebbero tenute in passato pure sedute spiritiche.
Quindi, l’accostamento ideologico a uso e consumo della politica, è fatto: destra nazista, massonica, esoterica, violenta, illegale e pistolera. Meglio antropologicamente la sinistra. Sinistra moderna, civile e con le carte in regola per rappresentare la democrazia e il civismo.

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