Cortocircuito-Macron: da alfiere dei diritti civili a transfobico. Strategia anti-Le Pen?

lunedì, 24 Giugno 2024
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Negli ultimi anni, Emmanuel Macron è stato considerato in Francia un paladino dei diritti civili. In un Paese (ed in un Europa) dove la destra è sempre più potente, Macron ha attuato una serie di riforme nel proprio sistema legislativo per rendere la Francia una nazione più libera e aperta a tutti, venendo però attaccato da tutti. L’esempio di ciò? l’inserimento del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) nella costituzione della Francia. La decisione è stata celebrata come un momento storico per i nostri cugini, ma centinaia di pro-vita sono scesi in piazza contro il loro Presidente, colpevole a detta loro di aver dimenticato i valori religiosi e di aver “ceduto al mondo LGBTQ+ e politicamente corretto”.

Eppure, nell’ultima settimana Macron sembra aver fatto dietrofront sulle sue posizioni, in particolare nei confronti delle persone Transgender. Lo “scandalo”, così definito in Francia, esplode quando il Presidente espone le proprie visioni sul manifesto del Nuovo Fronte Popolare, l’alleanza di sinistra in vista delle legislative di fine mese. Il programma politico dell’NFP propone infatti di “autorizzare un cambio di stato civile gratuito davanti a un ufficiale di stato civile”. Fondamentalmente, chiunque potrebbe andare in municipio e chiedere il cambio di sesso sui propri documenti, gratuitamente e in qualsiasi momento, un’idea definita “macabra” da Macron. 

In Francia, secondo la normativa attuale, le domande per cambiare il genere indicato nei documenti legali devono essere sottoposte a un giudice. In questa fattispecie, non è necessario aver subito un intervento di affermazione di genere, ma è invece obbligatorio “dimostrare che il sesso riportato nello stato civile non corrisponde a quello della propria vita sociale (identità di genere),” come indicato sul sito dell’amministrazione francese.

Il commento di Macron sembra sensato e logico: permettere il cambio di genere gratuitamente e senza alcun tipo di controllo è una proposta chiaramente populista, complicatissima a livello burocratico e soprattutto si rischia di permettere alle persone di cambiare il proprio genere illimitatamente. L’estrema sinistra non è però d’accordo, Olivier Faure, segretario socialista ha commentato:

“Quando vedo [Macron] sommare notizie false ed essere transfobico, penso che il presidente stia abbracciando le dichiarazioni più populiste che ha denunciato per anni,”, seguito a ruota da Mélenchon de La France Insoumise che ha accusato Macron di essere: “ignaro della sofferenza coinvolta per le persone interessate.” Sfortunatamente per Macron, anche Progressistes LGBT+, il collettivo di attivisti che sostengono Emmanuel Macron, ha dichiarato di ” essere profondamente rammaricati [dai commenti di Macron] mirati a stigmatizzare le persone transgender.”

Una domanda sorge spontanea: perché Macron, buon comunicatore e storico attivista LGBTQ+, ha commentato così duramente una proposta evidentemente illogica e soprattutto su un tema così delicato? Probabilmente, per cercare di “rubare” voti a destra. Uno dei cavalli di battaglia della Le Pen è l’annullamento della legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, con Marine che si è spesso scagliata contro la “narrativa LGBTQ+”. Mettendo un limite alle proposte della sinistra e sull’identità di genere, Macron sembra voler acchiappare l’elettorato della destra moderata, voti che potrebbero rivelarsi cruciali in vista delle prossime elezioni, dove la Le Pen potrebbe riuscire a stravolgere il sistema politico francese con una vittoria simile a quella ottenuta alle europee. A quel punto, probabilmente, l’estrema sinistra che si è scagliata così duramente contro Macron si pentirà della sua strategia, che punta a sua volta a rubare l’elettorato centrista di Macron, favorendo così la Le Pen. 

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