Non l’ha mandata proprio giù Giorgia Meloni e a quanto pare il decreto bollette secondo le ultime indiscrezioni e i rumors di Palazzo slitterebbe alla fine di questa complicatissima settimana. La Presidente del Consiglio non appoggia l’ultima bozza arrivata sul tavolo a firma del ministro Giorgetti, ma vediamo perché e soprattutto quali sono i punti di criticità di un emendamento che a quanto pare fa ancora discutere dalla prima stesura e non da pace ai tecnici di Palazzo. Secondo la premier prima di tutto non si è fatto abbastanza e servono misure più efficaci per i cittadini e per il paese. Ma andiamo per gradi. Il Consiglio dei Ministri che domani mattina una volta riunito avrebbe dovuto varare gli aiuti a famiglie e imprese contro il caro-energia viene rinviato a venerdì e sulle bollette il lavoro dei tecnici dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, guidati da Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto, prosegue no stop e senza sosta. Punto cruciale il caro energia. Nel pomeriggio di ieri è arrivata la conferma: la riunione in programma domani alle 9 slitta al 28 febbraio. Sul tavolo ci sarà anche il disegno di legge delega sul nucleare. Dietro il rinvio c’è la decisione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha ritenuto “non soddisfacente” la bozza predisposta dalle amministrazioni per affrontare il caro energia. Di qui la richiesta di “approfondire” ulteriori misure e la decisione di rinviare il cdm: l’obiettivo della premier è dare una risposta “più efficace” a famiglie e imprese, con una particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili. Il nodo non sarebbero le risorse, ma la necessità di uno sforzo maggiore sulle norme, mantenendo le coperture individuate. La bacchettata non è stata presa bene dal Ministro Giorgetti che ribadisce dalla prima ora che lo sforzo è stato enorme: le misure messe a punto finora dovrebbero valere per sei mesi, con uno sforzo economico di circa 3 miliardi. E mentre cresce in queste ore la preoccupazione dell’associazione dei consumatori e delle piccole e medie imprese al coro dei no si unisce anche l’opposizione con la candidata Dem Schlein in testa che ribadisce via social: “Contro il caro-bollette bisognerebbe disaccoppiare il prezzo dell’energia da quello del gas e l’acquirente unico pubblico. Vanno bene gli aiuti alle fasce più deboli ma non bastano soluzioni di corto respiro serve una svolta” dice Schlein, rivolta alla maggioranza. Staremo a vedere.



