A margine della presentazione del suo nuovo libro “L’influencer” a Roma, Matteo Renzi ha rilasciato un’intervista ai cronisti tra cui Lo Speciale in cui non ha risparmiato attacchi frontali al governo Meloni. Un intervento mirato in cui ha toccato vari temi di attualità politica: da Trump ai CPR in Albania, fino alle parole di Carlo Calenda, il leader di Italia Viva ha parlato a ruota libera, ribadendo la sua visione di un governo Meloni che – a suo dire – ha smarrito la bussola tanto nella politica estera quanto nelle scelte interne.
Trump, dazi e un’Europa che rischia di indebolirsi
Renzi ha criticato l’atteggiamento troppo remissivo del governo italiano nei confronti degli Stati Uniti, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni di Donald Trump e del suo entourage: “Trump e Vance hanno detto chiaramente che l’Europa è il loro problema. Se fossi io il Presidente del Consiglio, lavorerei per rafforzare l’Unione, non per assecondare chi la vuole smantellare.”
Sotto accusa finiscono anche i dazi imposti dagli USA, che, secondo l’ex premier, stanno già provocando effetti negativi sui mercati e sull’economia reale con l’oro schizzato ai massimi e le borse sono in calo: “È l’effetto dei sovranisti. Chi ha votato per loro, anche in Italia, ora non può lamentarsi.” Renzi si rivolge direttamente al mondo delle imprese, alle PMI del Nordest e a Confindustria: “Chi vuol bene all’Italia e al business non può sostenere politiche così dannose.”
CPR in Albania: “Un progetto fallito e costosissimo”
Altro punto dolente per Renzi è il progetto dei centri di permanenza per i rimpatri (CPR) in Albania. Il leader di Italia Viva, che ha visitato personalmente la struttura, smentisce la narrazione trionfalistica di Palazzo Chigi dopo che l’UE oggi ha dato parere positivo all’utilizzo della struttura in Albania: “Fin dal primo giorno c’erano 144 posti previsti, ma non sono stati mai utilizzati perché la struttura non era pronta. Ora hanno finito i primi 48 posti e iniziano a trasferire i migranti. Ma questo non è il progetto che ci era stato raccontato.”
Secondo Renzi, si tratta di uno spreco economico e di risorse umane: “È il CPR più costoso della storia repubblicana. Centinaia di poliziotti e carabinieri sono lì da mesi senza nulla da fare. È il simbolo del fallimento della ‘influencer’ Meloni, brava solo a raccontarla.”
Il rapporto complicato con Calenda e il M5S
Non poteva mancare un riferimento alle parole di Carlo Calenda, che nei giorni scorsi aveva auspicato la “cancellazione” del Movimento 5 Stelle. Renzi, che con i pentastellati ha avuto più di uno scontro, ha ricordato come proprio da quel mondo siano arrivate “ferite personali, familiari, umane che lasciano cicatrici”.
Pur senza attaccare frontalmente Calenda, Renzi ha sottolineato la distanza che ormai li separa anche nel giudizio su Giorgia Meloni: “Lui la considera una brava leader internazionale. Io penso sia una pessima influencer, anche a livello estero. È tutta qui la differenza. Il resto lo lasciamo da parte.”
Una posizione netta, che conferma come l’ex premier continui a vedere nella leader di Fratelli d’Italia non solo un avversario politico, ma anche un simbolo politico da affrontare con la più dura dialettica e un’opposta proposta politica. A differenza di Calenda che l’ha applaudita dalla prima fila del suo congresso.



