Non si arresta in Francia lo scandalo degli abusi sessuali che sta investendo l’Abbé Pierre il noto sacerdote fondatore del centro Emmaus per anni considerato un difensore dei poveri, degli emarginati, dei senzatetto oltre che un rappresentante autorevole della Chiesa cosiddetta progressista, quella da sempre aperta sui temi etici, portatrice di istanze moderniste, dall’apertura ai preti sposati, all’ordinazione delle donne, finendo con il riconoscimento delle unioni LGBT.
Il religioso, morto nel 2007, è Inoltre considerato il principale ispiratore della dottrina Mitterrand, che per anni ha concesso asilo politico ai brigatisti rossi nostrani, ad alcuni dei quali l’ abate era legato da vicinanza personale, ideologica e in alcuni casi anche familiare.
Sarebbero una sessantina le presunte vittime del sacerdote cappuccino diventato famoso soprattutto per il suo impegno politico che lo ha portato ad essere deputato indipendente gollista in gioventù per poi spostarsi in direzione della sinistra radicale. Molte di queste vittime hanno raccontato di aver subito abusi sessuali, minacce, addirittura stupri. A gennaio il presidente della Conferenza episcopale francese (Cef), mons. Eric de Moulins-Beaufort, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Parigi per “mancata denuncia di stupri e violenze sessuali su persone vulnerabili e minori”.
“Considerata la gravità e l’entità dei nuovi fatti rivelati questa settimana da Emmaüs, riguardanti le aggressioni sessuali commesse dall’Abbé Pierre su donne, bambini e persone in situazioni precarie per un periodo che va almeno dagli anni ’70 agli anni 2000 – ha spiegato una nota dei vescovi d’oltralpe – abbiamo presentato formale denuncia all’ autorità giudiziaria, affinché la Procura della Repubblica possa valutare l’opportunità di aprire un’indagine per accertare le condizioni in base alle quali i fatti menzionati non hanno potuto essere denunciati all’autorità giudiziaria in tutti questi anni”.
E’ stato anche pubblicato nelle scorse settimane un terzo e ultimo rapporto dal gruppo Egaé, commissionato da “Emmaüs France” da cui, spiegano dall’ Associazione ‘sarebbero emerse nuove testimonianze di violenza sessuale, tra cui un abuso su un minore e aggressioni sessuali anche incestuose ai danni di una donna che faceva parte della famiglia. Con questi nuovi casi, ammontano ad almeno 57 le persone che sono state identificate con precisione per aver subito violenze, molestie, minacce, inviti sessuali, stupri”.
Una vicenda davvero riprovevole che però fa sorgere una legittima domanda: come mai soltanto dopo la morte si sono accesi i riflettori sulla natura di predatore seriale di questo personaggio tanto osannato in vita soprattutto dalla sinistra che lo ha sempre”beatificato” per il suo essere un sacerdote molto sui generis, fautore di posizioni apertamente critiche nei confronti della Chiesa? Come mai nessuno ha denunciato gli abusi e smascherato l’inganno di questo falso uomo di Dio, ritenuto autentico interprete del Vangelo perché attaccava la Chiesa di Giovanni Paolo II e si vantava delle sue posizioni controcorrente e di rottura rispetto al magistero in tema di sessualità, contraccezione, omosessualità, ottenendo il plauso e gli apprezzamenti del mondo laico, ben felice di poterlo arruolare nella schiera dei “preti contro”, quelli per cui la Chiesa doveva essere povera e soprattutto doveva aprirsi al mondo?
Eppure a giudicare dalle accuse gli abusi sarebbero iniziati già verso la metà degli anni 70 e proseguiti fino agli ultimi anni di vita, quindi anche negli anni della presidenza Mitterrand, quando il religioso era molto ascoltato presso l’Eliseo. Viene da ridere a rileggere oggi le critiche di certo mondo catto progressista e laicista che nel 2007 critico’ Benedetto XVI per non aver voluto commentare la morte del sacerdote al quale i giornali cattolici avevano dedicato pochissimo risalto. Riletti oggi certi commenti dovrebbero far arrossire chi li ha rilasciati.
“Il Movimento Emmaüs combatte ogni forma di violenza e intende denunciare atti inaccettabili commessi da una persona che ha avuto un ruolo importante nella sua storia. Lo dobbiamo alle vittime. Lo dobbiamo anche a tutti coloro che, da più di 70 anni, quotidianamente portano avanti l’azione del Movimento. Condividiamo il loro dolore e la loro rabbia, ma anche la loro determinazione a continuare a lavorare, ogni giorno, per costruire un mondo più giusto e unito».
Queste sono state le parole con cui Emmaüs International, Emmaüs France e la Fondazione Abbé Pierre hanno reso pubblici i fatti «legati alla violenza o alle molestie sessuali che l’abbé Pierre avrebbe commesso tra la fine degli anni ’70 e il 2005 in base ad un rapporto, avviato a seguito di un’indagine interna partita dalla denuncia di una donna”.
Ed è naturalmente lodevole che proprio l’associazione fondata dal controverso sacerdote sia oggi in prima linea per la ricerca della verità e soprattutto per sostenere le vittime degli abusi. Ma resta l’amaro in bocca nel sapere che l’ Abbé non sarà mai chiamato a rispondere dei suoi misfatti e a pagare di persona, lui che in vita è stato così bravo a costruirsi fama di grande profeta e di santo. Un santo molto laico e poco cristiano, per il quale l’essere prete è stato forse soltanto un comodo alibi per una vita costruita su un colossale imbroglio. Infatti come dichiarato in una nota dalla conferenza episcopale francese “È sconvolgente rendersi conto di come l’Abbé Pierre ha utilizzato la sua aura mediatica e il lavoro sociale che aveva costruito, suscitando, sulla sua scia, l’impegno di così tanti francesi al servizio dei più poveri, per abusare sessualmente di donne, bambini e persone in situazioni precarie. La Conferenza episcopale esprime a tutti la sua vicinanza”.
Che altro aggiungere se non che forse sarebbe sempre più opportuno diffidare di certi santi troppo osannati in vita.
Chissà, forse se gli abusi fossero venuti alla luce quando l’abate era vivo avremmo assistito pure al paradosso di vederlo passare per vittima di complotti e calunnie costruite ad arte per smontare una santità tutta mediatica e molto poco evangelica. Perché guai a toccare i santi laici in vita quando per altro sono funzionali a certo anticlericalismo di sinistra tipico dei preti a metà fra Vangelo, riletto a proprio uso e consumo, e rivoluzione arcobaleno.



