Elly Schlein non usa mezzi termini per quanto riguarda il viaggio di Meloni da Trump. Sullo sfondo di una possibile guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti, la segretaria del Partito Democratico lancia un avvertimento chiaro al governo Meloni e un appello forte all’Unione Europea: non si può pensare di affrontare Donald Trump da soli, Paese per Paese. Le sue parole raccolte da Lo Speciale a margine di un evento alla Stampa Estera sono chiare.
Meloni da Trump, l’avvertimento chiaro di Schlein
Schlein non usa mezze misure nel commentare il viaggio di Giorgia Meloni da Trump. Per la segreteria del Pd sarebbe un suicidio politico ed economico: “È la solita strategia del ‘dividi e comanda, ma noi non dobbiamo caderci. La risposta ai dazi annunciati, poi solo parzialmente sospesi, deve essere una sola: un’Europa compatta e determinata”.
Le parole di Schlein arrivano in un momento delicatissimo per l’economia italiana e per il futuro dei rapporti transatlantici. Secondo la leader dem, Trump starebbe agitando lo spettro del protezionismo per ottenere vantaggi a scapito delle industrie europee, italiane in primis: “Se non vogliamo che a pagare siano le nostre imprese, i nostri lavoratori e le nostre lavoratrici, dobbiamo rifiutare qualsiasi approccio bilaterale. Solo l’Unione Europea ha la forza per negoziare da pari a pari”.
Poi l’affondo su Meloni: “Il governo italiano ha fatto finta di nulla, ha minimizzato, ha negato perfino l’evidenza. E intanto le merci restavano ferme nei porti. Mi hanno raccontato di esportazioni bloccate ben prima dell’annuncio ufficiale del 2 aprile. Il danno è già in corso. Non si può rispondere all’instabilità creata da Trump con l’inerzia o, peggio, con l’ingenuità”.
Ma l’attacco di Schlein non si limita alla gestione politica. C’è una riflessione più ampia su che tipo di Europa serva oggi, e quale posto possa ancora avere l’Italia in un contesto globale che corre sempre più veloce. “Trump racconta una bugia colossale, dice che la bilancia commerciale è tutta sbilanciata a favore dell’Europa, ma se contiamo i servizi digitali forniti dalle Big Tech americane, il quadro cambia radicalmente. È tutto un altro film. È solo un pretesto per giustificare misure commerciali aggressive e ideologiche”.
In questo scenario, per Schlein la priorità è chiara: servono investimenti pubblici europei, un nuovo grande piano industriale, strutturale, non episodico come il Next Generation EU: “Durante la pandemia abbiamo reagito con coraggio, mettendo in campo il più grande piano comune della nostra storia. Perché non fare lo stesso oggi, di fronte a una minaccia altrettanto grave per il nostro tessuto produttivo?”, è la domanda che la leader dell’opposizione lancia al governo.
Il piano Schlein parte da una visione ambiziosa: investire nella transizione digitale, sostenere la manifattura italiana, rafforzare la formazione, puntare sull’innovazione e sull’intelligenza artificiale. “Quale singolo Stato europeo può competere da solo con Stati Uniti o Cina? Nessuno. Solo insieme possiamo fare ricerca, sviluppare tecnologie, restare rilevanti in un mondo che cambia in fretta”.
E ancora, non risparmia critiche alla gestione economica del governo italiano: “Serve un rilancio della domanda interna. Serve il salario minimo, serve sbloccare i rinnovi contrattuali. E soprattutto servono misure contro le delocalizzazioni, perché uno degli obiettivi di Trump è spostare le produzioni negli Stati Uniti. Se non rispondiamo ora, rischiamo di perderle per sempre”.
Il messaggio di Schlein è netto: guai a fidarsi ciecamente degli Stati Uniti, anche se restano partner strategici. “Non vogliamo rinunciare all’alleanza con gli USA, anche per ragioni geopolitiche, ma proprio per questo dobbiamo sederci al tavolo a testa alta. Non possiamo continuare a farci dettare le condizioni, né subire le montagne russe dei dazi, che fanno ballare la borsa e congelano gli investimenti”, sono le parole con cui invita alla prudenza dato che Trump si è dimostrato inaffidabile.
Infine, un appello al governo: “Anche altri Paesi europei si stanno muovendo. Il governo spagnolo ha già stanziato miliardi, in gran parte risorse nuove. E noi? Pensiamo davvero di cavarcela spostando fondi da Sud a Nord, togliendo risorse ai territori fragili per tamponare le emergenze industriali? Non funziona così. Servono fondi freschi, e serve una visione. Ora”.
Con queste parole, Elly Schlein non si limita a fare opposizione. Traccia una linea politica precisa: contro il protezionismo trumpiano non bastano slogan o diplomazie silenziose. Serve un’Europa forte. E un’Italia che non si faccia trovare impreparata. E soprattutto serve una Giorgia Meloni davvero sovranista, prima l’Europa e poi l’America.



