Salvini rassicura Tajani e attacca: “Sto bene con lui e Meloni, nostro governo in Europa più protagonista di Macron” | Video

mercoledì, 14 Maggio 2025
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Dal palco della Sala Salvadori alla Camera dei Deputati, dove ha presentato le proposte della Lega per il “Contratto Giovani”, Matteo Salvini risponde a muso duro a chi, anche all’interno della maggioranza, prende le distanze da posizioni giudicate euroscettiche: “Faccio parte di un governo che è protagonista in Europa e nel mondo, molto più del tanto agitato Macron, per intenderci. Io mi sento assolutamente un difensore dei valori europei, molto più di chi ha massacrato la filiera dell’auto europea”, ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, chiamato a replicare alle parole del collega Antonio Tajani, che aveva escluso ogni possibilità di partecipare a governi “antieuropei”.

Il leader leghista rivendica poi con orgoglio il ruolo internazionale dell’Italia e guarda con fiducia alle notizie che giungono dal viaggio di Donald Trump e dalle parole di Papa Leone XIV: “Ci sono spiragli di pace nel mondo, che lo stesso Santo Padre sta accompagnando e benedicendo. La congiunzione astrale è discreta, e io sono ottimista: le nostre proposte, che oggi troveranno spazio su quotidiani e telegiornali, diventeranno norma entro l’anno. Sono misure poco costose e molto efficaci.”

La proposta economica per i giovani della Lega

Matteo Salvini ha rilanciato il ruolo dell’Italia in Europa e presenta una delle proposte di bandiera della Lega per il futuro del Paese: il “Contratto Giovani”. Una misura che punta concretamente a rilanciare l’occupazione tra gli under 35 e che, assicura il leader leghista, “diventerà realtà entro il 2025”.

La proposta di legge, al centro della conferenza stampa tenuta dal vicepremier, prevede un incentivo fiscale potente: una flat tax al 5% per cinque anni destinata ai giovani sotto i 35 anni che rientrano in Italia con un contratto a tempo indeterminato. A questa si aggiungono deduzioni fiscali per le imprese che scelgono di assumere giovani in pianta stabile, con l’obiettivo dichiarato di rendere più vantaggioso il lavoro stabile e frenare la fuga di cervelli.

“Parliamo di alcune centinaia di milioni di euro in più nelle buste paga dei giovani già a partire dal 2025”, ha sottolineato Salvini, spiegando che si tratta di una misura concreta, già valutata con attenzione anche nei tavoli tecnici. “Non è una proposta bella da annunciare e poi lasciata a marcire nei cassetti dei ministeri. Abbiamo discrete garanzie, anche in vista della prossima legge di bilancio: vogliamo portarla a casa.”

La misura, nelle intenzioni della Lega, dovrebbe contribuire a rendere più attrattivo il mercato del lavoro italiano per i giovani italiani all’estero e allo stesso tempo incentivare le imprese ad assumere con contratti stabili, puntando su deduzioni mirate e semplificazioni fiscali. Un pacchetto che, nei piani del Carroccio, sarà operativo entro la fine del prossimo anno.

Salvini e la posizione sul Mes e Green Deal

Non solo, Salvini rilancia una visione “costruttiva e concreta” dell’impegno italiano in Europa, a partire dalla netta opposizione a quello che definisce “il cappio del MES”: “Ognuno è libero di attivarlo o meno, ma per noi sarebbe conveniente riprenderci i 14 miliardi che ci spettano. Non si capisce perché dovremmo lasciarli chiusi in un cassetto. Nessuno nella maggioranza ha intenzione di usare il MES, né Fratelli d’Italia né Forza Italia, ed è una battaglia storica della Lega.”

Nel mirino anche il Green Deal, definito senza mezzi termini “un suicidio economico”: “I veri antieuropeisti sono i fautori di questa eco-follia ideologica che sta distruggendo la competitività delle imprese europee. È una follia da cancellare, da azzerare. Basta parlare con qualsiasi imprenditore per rendersene conto.”

Il no ai referendum

Infine, Salvini ha commentato i referendum promossi dalla CGIL per giugno, chiarendo che non parteciperà al voto: “Non condivido nessuno dei quesiti, e in particolare quello che estenderebbe in modo indiscriminato la cittadinanza. L’Italia è già il primo paese europeo per concessione di cittadinanza, complicare ulteriormente la situazione sarebbe un danno. Per questo dedicherò quei due giorni alla mia famiglia. Il bello della democrazia è anche questo.”, ha chiosato specificando che anche la sinistra ha agito puntando a far saltare i quorum in passato.

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