Da esperto di comunicazione politica sappiamo e so come funziona il gioco. Esattamente come preconizzava il marchese de Talleyrand: “I popoli sono come i medicinali, bisogna agitarli prima dell’uso”.
E infatti, tutta la comunicazione dei cosiddetti volenterosi e dei servi sciocchi del governo italiano e non solo, mira ad agitare i cittadini, preoccuparli per la guerra imminente, voluta dal “mostro Putin” e dai suoi disegni imperiali di timbro zarista(si tratta della reiterazione postuma della guerra fredda), vendendo psicologicamente l’importanza e la necessità della resilienza, della resistenza, della strategia di riarmo per garantire all’Occidente e all’Europa, la sicurezza, la pace e la serenità. Giusto per garantire, come dice ossessivamente Macron, l’attuale tenore vita.
Concetto che la dice lunga sul Dna degli odierni pacifisti di casa nostra: altro che giustificazione etico-morale; solo il desiderio di non voler perdere la “zona comfort”, culla del più imbelle e indifferente egoismo privato, e solo la paura di veder compromessi i castelli, i sarcofagi dorati del consumismo.
Un pensiero unico che relativizza la guerra reale preparandoci psicologicamente prima alla guerra virtuale. Peccato, che nella storia ogni conflitto mondiale sia partito sempre così. Prima si annaffia il terreno, poi si raccoglie, secondo la regola della “Finestra di Overton”, che ci fa digerire cose, drammi, oppressioni, disegni e manipolazioni che altrimenti rifiuteremmo.
La comunicazione, le dichiarazioni dei volenterosi o del ministro Crosetto, vanno infatti, in questa direzione. Esattamente come a suo tempo Guglielmo II di Prussia, il quale sosteneva l’importanza religiosa di una guerra giusta e vittoriosa, per poi, numeri e dati negativi alla mano, parlare e scrivere di pace vittoriosa, giusta e duratura, sinonimo negato e mascherato di disfatta.
Non sono termini che oggi il Mainstream europeo, italiano, usa? Il più guerrafondaio al momento è il laburista Starmer, che fa l’europeista non facendo parte della Ue (interessante e grottesco). Lui, come se niente fosse, dopo l’attacco al ponte in Crimea e alla distruzione dei bombardieri russi, ha annunciato: “Dobbiamo essere pronti alla guerra”. E ancora: “La Gran Bretagna è direttamente minacciata da Stati dotati di forze militari avanzate e per questo mi impegno a intraprendere i cambiamenti più radicali alle difese britanniche dalla fine della Guerra Fredda. Ho dato il mio ok alla revisione strategica della difesa, che mobiliterà la nazione verso una causa comune, mentre il Regno Unito si avvia verso la prontezza bellica”.
Prontezza bellica, che fa il paio con la frase “riarmo europeo” (il famoso piano di Bruxelles), diventato poi per non spaventare “Readiness 2030”, piano per la difesa europea. Ma anche un cretino capisce cosa vuol dire e cosa bolle in pentola. L’Europa non sta preparando una difesa, ma con la scusa di un possibile attacco russo, si sta armando per la guerra, anche nucleare. Un’operazione di riorganizzazione, tra l’altro, non finanziata da Bruxelles, ma dagli Stati nazionali che faranno ricadere i costi sui cittadini e con le tasse. E qui torniamo alla frase del marchese di Talleyrand, “agitarli prima dell’uso”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Macron, il novello Napoleone che, fortemente indebolito in patria, sogna di dirigere l’esercito europeo: “Dobbiamo prepararci al peggio per difendere il nostro stile di vita”.
Per non parlare di Merz, delegittimato sin dalla sua prima votazione per la fiducia, che aspira a reiterare in Europa l’egemonia “nazista” bellica, nucleare ed economica.
Sentite cosa ha detto il ministro della nostra difesa Crosetto, intervistato da Bruno Vespa: “L’incursione degli ucraini in Russia dimostra che Zelensky non si limita a difendersi, ma a contrattaccare”. Mentre per Putin il termine-mantra usato è aggressione, invasione della sovranità ucraina; invece per quanto riguarda l’operazione “Tela di ragno”, è una semplice incursione.
Ma ciò che più allarma è il lessico di guerra, quindi la guerra inevitabile per step, mediatici, a cui ci stanno orami abituando.
La verità è che sono tutti d’accordo circa l’esito finale. Come da fasi che fintamente e ipocritamente hanno preceduto la prima e la seconda guerra mondiale.
Asse Meloni-Macron. Ma tanto i volenterosi europei e italiani hanno già dichiarato guerra a Putin



