Groenlandia. Ecco l’inganno filo-Trump dell’Europa. La truffa sta nelle parole usate

mercoledì, 7 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Il diavolo si nasconde nei particolari. Decodificato: le vere strategie dei diretti interessati (leader, capi di Stato, esperti etc), si rivelano tra le righe delle dichiarazioni ufficiali e soprattutto in un tempo da pensiero unico, traducendo bene il dato lessicale, etimologico. Basta poco per capire.
Con una premessa: la verità, come regola della nuova comunicazione politica, è stata sostituita da decenni dalla “narrazione”, che non è propriamente una bugia in assoluto: è l’interpretazione dei fatti finalizzata al consenso. E qui non si salva nessuno, sinistra, destra, Ue, Usa, Russia, Cina, volenterosi. Dobbiamo sempre pensare e concentrarci sugli obiettivi e sugli interessi in gioco.
Facciamo qualche esempio emblematico: come Bruxelles ha chiamato il piamo di riarmo europeo per difendere vita natural-durante Kiev? “ReArm Europe per il 2030″. Un’iniziativa lanciata nel marzo 2025 dalla Commissione “per rafforzare la difesa continentale tramite ingenti investimenti, mobilitando fino a 800 miliardi di euro entro il 2030 attraverso prestiti UE (come lo strumento SAFE da 150 miliardi), flessibilità nei bilanci nazionali, e investimenti privati, per colmare il divario di spesa e autonomia militare, producendo armi e tecnologie di difesa (droni, missili, cybersecurity)”.
Lasciando perdere i dettagli, ecco il vero scopo: “La guerra per fare la pace”, l’equilibrio del terrore che Bruxelles che i volenterosi chiamano “deterrenza”, in omaggio alla vecchia guerra fredda. Una traduzione ideologica finto-rassicurante che fa il paio con “l’esportazione della democrazia”, “la guerra di ingerenza democratica”; tutte frasi che ricordiamo bene, usate per indorare la pillola. Esattamente come la proposta del nostro ministro Crosetto circa la “leva volontaria”. Pure qui, l’inganno: la leva o è obbligatoria (della serie, i nostri ragazzi che partiranno per una guerra non loro), o non è: l’esercito volontario, di mestiere da noi c’è già.
E di fronte alle reazioni preoccupate e indignate circa il “ReArm Europe”, il concetto come è stato addolcito formalmente? “Readiness 2023”, ossia, il “piano-prontezza”. Prontezza di cosa? La stessa cosa. Un’ennesima prova di come prendere in giro il mondo.
Un vizio manipolatorio che non molla mai, onnipresente. Cosa hanno deciso i capi europei ieri a Parigi sulla stantia guerra in Ucraina?
Ci hanno messo due giorni per ipotizzare una follia che Putin non accetterà mai: un esercito di “rassicurazione” internazionale, composto dai paesi europei; ossia i soggetti parte in causa, coinvolti e non neutrali. Divertente se non grottesca la parola “rassicurazione” quando in realtà, costruita un’area di confine tra i territori conquistati dai russi e quelli rimasti sotto la sovranità di Kiev (tema tutt’altro che risolto), gli eserciti multinazionali occidentali a guida Usa dovranno garantire Zelensky, preparando, tra l’altro, la “rigenerazione” del suo esercito, altra parola ridicola.
Dulcis in fundo, la Groenlandia. A molti sarà sfuggita l’astuzia lessicale contenuta sempre nel documento elaborato dai leader europei a Parigi: “La Groenlandia è del suo popolo”. Una furbizia che lascia aperte tutte le possibilità. Sia nel caso che Trump continui a voler estendere la sua “teoria Monroe”, sia che la Danimarca ponga l’argomento-Nato che comporterebbe una reazione militare difensiva da parte degli Stati aderenti al Trattato, obbligatoriamente mobilitati contro il tycoon.
Ciò vuol dire che sicuramente si farà un referendum in Groenlandia (il quesito “sarà volete restare un protettorato della Danimarca o essere indipendenti”), dall’esito scontato, visto il pompaggio mediatico a cui già assistiamo in favore degli indipendentisti locali; dopo di che Trump sarà libero di comprarsi l’isola e acquistare anche qui, le immense risorse energetiche, dopo il Venezuela.
Un bel nuovo bipolarismo: da un lato la legge del più forte; dall’altro, la legge del più furbo. Con un piccolo particolare: il più forte vince e i più furbi allungano solo la loro agonia.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.