Partiti e scissioni: Vannacci si iscrive alla lunga tradizione italica

martedì, 3 Febbraio 2026
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Veleni, recriminazioni, rapporti e amicizie che si sfasciano per calcolo o ambizione. Le scissioni nei partiti in Italia, culla del melodramma, non sono solo un fenomeno elettorale, ma una vera e propria cifra stilistica del potere.

Ora anche il Generale Vannacci si è iscritto a questa lunga tradizione, che raramente ha dato luogo ai risultati auspicati per chi ha lasciato la ‘casa madre’. Anzi, spesso le esperienze nate da separazioni hanno finito con l’assumere una consistenza pulviscolare. Tra le eccezioni, il caso più importante e famoso resta quello del gennaio 1921 quando, a Livorno, durante il XVII Congresso del Partito Socialista Italiano, avvenne la scissione che portò alla nascita del Partito Comunista. Poi, agli albori della Prima Repubblica, il Psi subì un’altra rottura: con la scissione di Palazzo Barberini, l’11 gennaio 1947, nasceva il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).

Avvicinandoci ai giorni nostri, negli ultimi decenni, l’atomo della politica nostrana si è scisso con sorprendente regolarità. Nel 1991 a essere protagonista fu ancora la sinistra. Dopo la “Svolta della Bolognina” voluta da Achille Occhetto, l’ala più ortodossa del Pci diede vita a Rifondazione Comunista. Il partito guidato da Armando Cossutta, dopo i primi anni contraddistinti da risultati elettorali positivi, imboccò una parabola discendente che ne ha determinato l’uscita dal Parlamento e una sempre maggiore marginalità politica.

Si giunge così alla Seconda Repubblica, ma nemmeno con l’arrivo dei partiti personali questa italica tendenza alla separazione registrerà frenate, anzi. Questa volta però sotto la lente della storia finisce il centrodestra. Prima è Gianfranco Fini, nel 2010, a lasciare il Pdl per fondare Futuro e Libertà per l’Italia e, nel 2013, Angelino Alfano si stacca da Silvio Berlusconi dando vita al Nuovo Centrodestra. Entrambe le esperienze si riveleranno poco lusinghiere sotto il profilo dei voti raccolti ma, tra queste due scissioni, ne avviene anche una terza. Fratelli d’Italia, infatti, nasce il 28 dicembre 2012 e, dopo un avvio senza risultati roboanti, crescerà fino a diventare il primo partito in Italia, portando Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.

Anche nell’ultimo decennio le spaccature non sono mancate, vedendo nuovamente protagonista la compagine del centrosinistra. Il Partito Democratico ha subito la scissione di Articolo 1 nel 2017, poi quella di Italia Viva nel 2019, mentre nel 2022 Luigi Di Maio ha salutato il Movimento 5 Stelle per fondare l’impalpabile esperienza di Insieme per il Futuro.

Adesso è la volta di Roberto Vannacci, che apre una crepa nella Lega: l’ultimo partito monolitico, quello presente da più tempo in Parlamento. Le vele di Futuro Nazionale si spiegano e puntano verso il mare aperto, come sarà questo nuovo viaggio ce lo dirà solo il tempo scandito dalla politica.

Di Gaetano Tirreno

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