Ora qualcuno esulta perché la Schlein, a proposito della follia di Trump, ha improvvisamente acquisito una postura istituzionale, recitando la parte di un’opposizione patriottica, abbandonando atteggiamenti “antifascisti” da assemblea studentesca degli anni Settanta. E difendendo la Meloni, le ha fatto capire che c’è un altro modo per essere patrioti e sovranisti (la furbizia degli spin doctor).
Qualcun altro, al contrario, continua invece col quel processo di Norimberga quotidiano contro il governo di centro-destra, nel nome e nel segno del mantra “se ne è accorta solo ora”, “fuori tempo massimo dopo aver sbagliato tutto”. Della serie, non basta mai per soddisfare il pensiero unico e la politica di sinistra (che dice cosa deve fare la destra).
Mentre le cose sono molto più semplici: Palazzo Chigi ha assunto una posizione politica contro le recenti posizioni di Trump (la guerra in Iran, l’attacco al papa); ripeto, una posizione politica. A fronte di una strategia che in passato mirava legittimamente a fare da ponte tra Occidente, Bruxelles e gli Usa.
La sinistra del “campo largo”, da canto suo, ha una posizione ideologica. E’ molto diverso. E per l’occasione ha avuto buon gioco nel colpire Trump, considerato il male assoluto, il male del mondo.
Ergo, questo abbraccio parlamentare di ieri è stato soltanto strumentale. Positivo per attenuare di qualche ora il clima incandescente, ma strumentale.
Quello che non va perdonato a Trump è che ha reso parodia il sogno, le idee, la visione della società opposta alla cultura woke, all’universo Lgbtq e alla dittatura del laicismo e del politicamente corretto. Parlo della cultura conservatrice.
Facendo un favore oggettivo alla sinistra internazionale che sta riprendendo terreno ovunque. Perché il vento che tira è partito e non si fermerà. E qualsiasi leader conservatore (dalla Francia alla Germania, dalla Spagna all’Inghilterra, all’Italia), da domani in poi, sarà abbattuto per colpa di Trump. Pagherà per le sue scelte, le sue ambizioni, le sue incoerenze, le sue pulsioni psicotiche e narcisistiche.
Domanda: il populismo di destra, il sovranismo, perché hanno trionfato nell’ultimo decennio? Per la crisi economica che ha colpito i lavoratori, il ceto medio a 360 gradi, imputata alla globalizzazione, figlia del mondialismo di sinistra.
E il messaggio è stato facile: gli Stati nazionali devono tornare centrali. Ricetta, protezionismo economico e Welfare.
Non a caso nelle ultime elezioni politiche la Meloni ha conquistato il voto maggioritario, oltre che dei moderati, anche e soprattutto, dati alla mano, degli operai e dei disoccupati. Per la sinistra hanno votato i garantiti, i tutelati e i benestanti. Dimostrazione di un cambio di paradigma che ha spostato i target.
Adesso, se la crisi economica ed energetica, non saranno più colpa della globalizzazione, ma delle scelte belliche, geopolitiche di Trump e delle complicità o del “silenzio-assenso” delle destre, il dato è tratto: il sovranismo è destinato a soccombere. Con tutti i suoi valori.
E la sinistra tornerà al potere per almeno 30 anni.
E la Meloni dovrà scegliere se fare l’anatra zoppa, galleggiare pensando addirittura di recuperare il rapporto con Trump (tanto è instabile), o continuare nell’orgoglio modello “Sigonella” (sovranismo pragmatico).
Poi, magari un approfondimento sul concetto di sovranità dovremmo pur farlo: quando uno Stato non batte moneta, non è proprietario della sua economica, delle fonti energetiche e delle infrastrutture, non è sovrano. E tutti oggi sono a sovranità limitata, Ucraina e Italia comprese.
Però, da una maledizione non si scappa, né si scapperà: il trumpismo ha ucciso il conservatorismo. La destra vera.
Trump-Meloni. Il trumpismo ha ucciso il conservatorismo. La destra vera



