“Tutti in collegio”: nel centrodestra è guerra per le candidature

Politica

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Trattative febbrili nel centrodestra per chiudere la partita delle candidature ed in particolare la ripartizione dei collegi uninominali e dei capilista delle liste plurinominali. Anche perché come Lo Speciale ha già illustrato nei giorni scorsi i rischi dell’uninominale non sono affatto pochi

La suddivisione, manuale Cencelli alla mano, dovrebbe essere la seguente: 44% a Forza Italia, 36% alla Lega, 15% a Fratelli d’Italia e 5% a Noi con l’Italia. Quindi a Fi andrebbero 155 collegi, alla Lega 129, a FdI 51 e ai centristi 13. Le proporzioni sarebbero state calcolate sulla base dei risultati degli ultimi sondaggi.

La prima grana riguarderebbe Noi con l’Italia, la cosiddetta “quarta gamba” capeggiata da Fitto e Cesa: i centristi infatti lamentano di essere sottostimati e starebbero esercitando pressioni per ottenere più posti, scontrandosi pare con la contrarietà tanto di Salvini che della Meloni. Ad ogni modo i singoli partiti sono alla ricerca dei migliori candidati da mettere in campo nei collegi loro assegnati; nomi che dovrebbero essere resi noti nelle prossime ore. Resta da definire la distribuzione territoriale dei seggi e il numero delle donne candidate.

Massima attenzione è riservata ai collegi cosiddetti “in bilico” quelli dove, stando ai sondaggi, la vittoria è possibile ma non scontata. Qui i partiti hanno deciso di puntare su nomi forti capaci di portare quel valore aggiunto che potrebbe fare la differenza. Persone dunque provenienti dalla società civile e dal mondo delle professioni, capaci di intercettare intorno al proprio nome consensi in grado di andare oltre il bottino portato dalle singole liste. 

Gli occhi sarebbero puntati soprattutto sulla Calabria da dove Berlusconi sembra aspettarsi importanti sorprese. Attenzione anche per le regioni ex rosse come la Toscana ed in particolare le province di Massa, Lucca e Grosseto; poi l’Emilia Romagna con Piacenza, Fidenza e Rimini, il sud dell’Umbria e delle Marche. 

Sfida aperta soprattutto con il Movimento 5 Stelle in Sicilia. I collegi di Enna e Messina sarebbero entrambi in bilico in una partita pare all’ultimo voto con il Pd. A Trapani sembrerebbero prevalere i grillini. Poi c’è Catania dove le richieste per un collegio sarebbero di gran lunga maggiori ai posti disponibili. In Sicilia accordo fatto fra la lista “Diventerà Bellissima” del governatore Nello Musumeci e FdI, mentre alla Lega andrebbero due collegi. 

Restano da definire due questioni: la collocazione della lista Energie per l’Italia di Stefano Parisi (che grazie al matrimonio con Civici e Innovatori, la formazione di Giovanni Monchiero presente in Parlamento ha bypassato l’obbligo di raccogliere le firme) che non ha aderito alla quarta gamba, e il candidato governatore del Lazio. In pole ci sarebbero Maurizio Gasparri per Forza Italia e Fabio Rampelli per FdI ma sullo sfondo resta il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi che nonostante l’offerta di un seggio blindato al Senato, ha scelto di continuare la sua corsa. Oggi Berlusconi e Meloni dovrebbero incontrarsi per districare la matassa. 

 

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