“Salvini all’Interno”: l’annuncio “trappola”di Berlusconi per Matteo

Politica

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“Se il centrodestra andrà al governo Matteo Salvini sarà ministro dell’Interno”. Silvio Berlusconi è tornato a ribadirlo anche oggi ospite del programma di La7 “L’aria che Tira”. Il leader di Forza Italia ha poi aggiunto: “Matteo? In televisione è molto aggressivo, ma al tavolo delle trattative è molto disponibile. E’ un centravanti di sfondamento”.

Non è la prima volta che Berlusconi candida il leader del Carroccio al Viminale, dove la Lega in passato ha piazzato per due volte Roberto Maroni. Un ruolo prestigioso certamente, ma non all’altezza dei progetti di premiership che Matteo sembra coltivare ormai da mesi. 

Il leader leghista lo ha ripetuto a più riprese: “Il premier lo indicherà il partito della coalizione che prenderà più voti”. Fino a qualche settimana fa i sondaggi non lasciavano dubbi di sorta, il primo partito del centrodestra era la Lega seppur di pochi punti, ma oggi la situazione sembra essere cambiata. Forza Italia sarebbe tornata saldamente in testa, complice il ritorno a pieno titolo di Berlusconi nell’arena politica. 

Tuttavia Salvini non ha abbandonato le speranze e sogna ancora il colpaccio: non a caso ha fatto inserire la scritta “Salvini premier” nel simbolo della Lega e la campagna elettorale del Carroccio sarà combattuta soprattutto nel proporzionale, dove il segretario alzerà i toni dello scontro con l’obiettivo di superare Fi nelle urne.

Intanto però appare evidente come Berlusconi, proponendo la sua candidatura al Viminale non abbia fatto altro che lanciare un messaggio chiaro che sembra un siluro: che Salvini non sarà premier e che nel centrodestra sarà ancora lui a guidare i giochi e a dare le carte. Prevale nell’ottica di Silvio lo schema della Casa delle Libertà modello ’94, con la Lega nel ruolo di seconda gamba della coalizione, e come tale destinata ad assumere il ministero più importante dopo Palazzo Chigi, appunto il Viminale. 

Ma se in passato Berlusconi era il candidato premier designato e quindi poteva permettersi il lusso di assegnare posti di governo già in campagna elettorale, stavolta non si capisce proprio a che titolo lo faccia visto che, gioco forza, il premier non potrà farlo neanche se Fi da sola arrivasse al 40%

E i maligni già hanno insinuato che la candidatura a ministro dell’Interno, poltrona che scotta soprattutto perché passerà da lì la gestione dell’immigrazione, sia stata lanciata da Berlusconi con la certezza che la prospettiva è molto lontana dall’avverarsi. Il centrodestra da solo non avrà la maggioranza, si andrà al governo di larghe intese e Salvini, per ovvie ragioni, dopo Palazzo Chigi potrà scordarsi pure il Viminale. 

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