16 anni fa il delitto di Cogne. Che fine ha fatto Anna Maria Franzoni?

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Sono le 8,30 del mattino del 30 gennaio del 2002 quando una donna di Cogne chiama il 118 dicendo che suo figlio sta vomitando sangue in una villetta di Montroz. E’ Anna Maria Franzoni, e il piccolo Samuele di 3 anni viene trovato dai medici con numerose ferite alla testa e alle mani. Morirà ed il caso di cronaca emozionerà l’Italia più di altri.

La Franzoni, alle ore 8:27, aveva già avvisato anche il medico di famiglia, Ada Satragni, che era intervenuta per prima, e che ipotizzò un’improbabile causa naturale, un aneurisma cerebrale. Da qui una serie di ipotesi e il giallo che si infittiva. Per l’omicidio del piccolo Samuele, alla fine è stata condannata la madre, che si è sempre dichiarata innocente.

Annamaria Franzoni ora è agli arresti domiciliari che sta scontando nella sua abitazione in provincia di Bologna.

Lei si è sempre dichiarata innocente, appoggiata anche dal marito, e sostenendo sempre che un estraneo avrebbe ucciso il bambino mentre lei accompagnava l’altro figlio allo scuola bus. Dopo 6 anni Anna Maria Franzoni fu condannata in via definitiva per l’omicidio a 16 anni di carcere. Secondo la sentenza colpì il figlio alla testa per 17 volte.

Il caso ebbe una rilevanza mediatica notevole principalmente a causa delle numerose interviste televisive rilasciate dalla Franzoni subito dopo il delitto (partecipò tra gli altri al talk show Porta a Porta e al Maurizio Costanzo Show).

L’Italia è sempre stata divisa tra colpevolisti e innocentisti.

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