Elezioni, fra Renzi e Berlusconi l’inciucio è già nelle liste

Politica

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Non bisognerà aspettare il post elezioni per vedere concretizzato quell’inciucio fra Pd e Forza Italia, fra Renzi e Berlusconi, di cui tutti stanno parlando.

Già dalle liste presentate, e ancora di più dalle sfide che terranno banco, si sta vedendo chiaramente come Dem e forzisti non abbiano nessunissima voglia di farsi la guerra. Lo scrive a chiare lettere il Corriere della Sera che evidenzia come contrapposizione fra renziani e berlusconiani si sia raggiunto a Bolzano con la sfida fra Maria Elena Boschi e Micaela Biancofiore.

Forza Italia si sarebbe tenuta ben lontana dalle roccaforti rosse.

Scrive il Corsera: “Per infastidire i colonnelli di Matteo Renzi, il centrodestra ha schierato le truppe di riserva della Lega fin nelle roccaforti toscane: così nei collegi «rossi» (di Luca Lotti, di Andrea Romano, della ministra Valeria Fedeli, del ministro Pier Carlo Padoan) sono apparsi leghisti di seconda fila con l’eccezione dell’economista «no Euro» Alberto Bagnai schierato a Firenze contro Renzi. Forza Italia ha evitato di mobilitare nomi di rilievo contro la vice presidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi (Scandicci) e il segretario regionale dem Dario Parrini (Sesto Fiorentino). A contendere il seggio senatoriale ad Andrea Marcucci (Lucca) è stato spedito l’ex sindaco di Marina di Pietrasanta Massimo Mallegni (FI). Una bella e anomala partita, invece, si gioca a Massa dove il giudice Cosimo Ferri (approdato al governo nel 2013 in quota Forza Italia) ora è il candidato del Pd e dovrà vedersela con la deputata azzurra Deborah Bergamini”

In compenso i Dem avrebbero rinunciato a dare fastidio ai forzisti nelle roccaforti del Nord in Lombardia e Veneto. Insomma, un assaggio di larghe intese?

Intanto dentro Forza Italia è scoppiata la rivolta degli esclusi, iniziando dalla Campania dove Nunzia Di Girolamo ha denunciato un complotto, ordito secondo lei niente meno che da Mara Carfagna, per scalzarla da capolista nel collegio di Benevento. Mentre dentro il Pd è guerra di complimenti fra Matteo Renzi e la minoranza Dem di Andrea Orlando. “Renzi è un delinquente seriale” ha attaccato il tesoriere dei Ds Ugo Sposetti, uno dei tanti esclusi dalle colonne de Il Fatto Quotidiano.

E ovviamente se due più due fa ancora quattro troppi indizi sembrano fare la prova: sia Renzi che Berlusconi avrebbero puntato a creare gruppi parlamentari a propria immagine e somiglianza, facilmente controllabili e quindi pilotabili verso qualsiasi futura strategia post voto. Senza ostacolarsi l’uno con l’altro . Le larghe intese sono (già) servite.

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