Meloni contro due bufale, sugli egizi-arabi e sul direttore museo egizio

Politica

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La notizia secondo cui Fratelli d’Italia vorrebbe cacciare il direttore del museo Egizio Christian Greco è una bufala inventata dalla stampa” è “montata ad arte dalla sinistra per coprire una iniziativa idiota del museo”. Così ha detto Giorgia Meloni a Milano tornando a criticare i biglietti scontati per gli arabi.

Secondo Giorgia Meloni, come riporta l’Ansa, la promozione del museo Egizio di Torino riservata agli arabi è “discriminatoria verso gli italiani e stupida”. “E penso – ha aggiunto l’esponente di Fdi – che sia ancor più stupido e discriminatorio il fatto che stamattina Renzi telefoni al direttore del museo Egizio, un signore che guadagna diecimila euro al mese, e non abbia ritenuto di telefonare a un brigadiere dei carabinieri che ne guadagna 1.200 pestato dai suoi amici dei centri sociali”.

Giorgia Meloni specifica poi che “quello che vogliamo fare è l’esatto contrario di quello che ha fatto la sinistra in questi anni e cioè liberare la cultura dall’occupazione sistematica che è stata fatta dalla sinistra” affidando ruoli chiave anche a chi non ha la tessera di un partito.

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“Ci piacerebbe sapere quanto sono costate le pubblicità in lingua araba, tra l’altro raffiguranti coppie con donne velate. Ci piacerebbe sapere che risultati hanno dato, quanti biglietti hanno venduto. Sono iniziative ideologiche, pessime che raccontano di una iniziativa drammatica che la sinistra ha fatto degli spazi culturali per gestirli a suo uso e consumo. E- sottolinea – la levata di scudi che c’è stata oggi da parte della sinistra italiana per questo intoccabile privilegiato dimostra che abbiamo toccato un nervo scoperto”.

Quanto al direttore del museo egizio che si è giustificato dicendo che voleva che gli arabi potessero scoprire la loro storia, Meloni chiede retoricamente : “Devo spiegarlo io al direttore che gli egizi non erano arabi e dagli arabi sono stati invasi? E’ come fare una mostra sull’impero romano facendo i biglietti scontati agli Unni”.

 

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