Voto, Adinolfi: “Preparatevi, se PdF non entrerà sarà doppio inciucio”

Interviste

Il Popolo della Famiglia farà la differenza in queste elezioni; ne è convinto il leader Mario Adinolfi che intervistato da Lo Speciale lancia l’ultimo appello al voto in favore del suo movimento.  L’obiettivo del 3% è ormai a portata di mano e si ragiona sugli scenari futuri che si andranno ad aprire con il voto di domenica prossima. Tiene banco l’idea del “contratto alla tedesca” su cui, a detta de La Stampa, starebbe lavorando Luigi Di Maio con l’obiettivo di siglare un’intesa di governo con Pd-Leu ed Emma Bonino. Nel campo del centrodestra c’è invece Silvio Berlusconi che continua a lanciare Tajani premier, con il leader del Carroccio Matteo Salvini sempre più convinto di vincere la sfida interna con Forza Italia per la leadership.

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La Stampa parla di contratto di governo alla tedesca. Di Maio guarderebbe al Pd, a Leu e ad Emma Bonino. Che sta succedendo? E’ un inciucio o piuttosto un golpe peggio di quello del 2011?

“Di Maio vuole andare al governo a tutti i costi, massimizzando il consenso del M5S che probabilmente sarà il primo partito, per poi formare una maggioranza con chiunque ci sta. Penso però che l’attenzione più immediata sarà verso la Lega che è sicuramente l’interlocutore naturale dei 5S. Non escluderei un incrocio di questo tipo, magari con una spruzzata di sinistra radicale e boniniana. Come sappiamo i radicali sono stati sempre molto abili a farsi eleggere con il centrodestra così come con il centrosinistra e quindi non mi sorprenderebbe la nomina della Bonino a ministro degli Esteri di un ipotetico governo Di Maio. Pensiamo al forte contatto che c’è fra la Bonino e la Bongiorno candidata con il Carroccio: non è un contatto da opposizione, ma fra due persone che marciano insieme. Il leader dei 5S punta a questo, a costruire questo tipo di arco, per non perdere l’occasione per lui irripetibile di andare a Palazzo Chigi, pescando personalità e assicurandosi i voti tanto a destra che a sinistra. L’inciucio naturale lo vedo poggiare sull’asse Bonino-Bongiorno, avaloriale come il M5S”.

Tajani sarà l’ennesimo delfino bruciato da Berlusconi? E Salvini sarà davvero disposto ad accettarlo come premier?

“La premiership di Tajani a mio giudizio non è pensata all’interno della coalizione di centrodestra che si presenta alle elezioni. E’ pensata unicamente in funzione di un governo di larghe intese in cui ci saranno Forza Italia, un pezzo della Lega, la quarta gamba centrista e il Pd renziano. Se non ci sarà l’elezione di un discreto numero di parlamentari del Popolo della Famiglia in grado di assicurare la formazione di una maggioranza di centrodestra fortemente condizionata in termini valoriali dai nostri eletti, inevitabilmente si andrà a due diverse ipotesi di inciucio: o un inciucio Salvini-Di Maio, o un altro a trazione Renzi-Berlusconi con l’aggiunta di parlamentari leghisti pronti a staccarsi da Salvini  con la benedizione di Bossi e Maroni”.

Dunque sarete voi del PdF a fare la differenza?

“Il Popolo della Famiglia è l’unico voto per evitare le larghe intese, mandando Renzi e Bonino all’opposizione e condizionando il centrodestra, sempre più ambiguo sui valori, con una piattaforma fortemente valoriale. Siamo l’unica alternativa ad un modello di governo a geometria variabile che dura dal 2011. Ora c’è il protagonismo del M5S e la volontà di Di Maio di uscire dal congelatore per aprire una stagione di governo all’insegna come detto dell’asse Bonino-Bongiorno.  Con noi tutto questo non avverrà. Chi vorrà impedirlo non avrà che da votare il PdF”.

Molti vescovi sono dalla vostra parte anche se c’è forte timore a schierarsi. In più dovete fare i conti con il “fuoco amico”. Cosa si sente di dire a quegli uomini di fede che vi stanno ostacolando facendo credere che il voto dato a voi è inutile?

 “Tanti pastori hanno espresso simpatia nei nostri confronti ed è una simpatia di popolo. Abbiamo avuto centinaia di sacerdoti, religiosi e religiose che hanno firmato un documento per invitare a votare il PdF. La dimensione di ciò che si muove a nostro favore è talmente importante e rilevante dal punto di vista popolare, da farmi disinteressare completamente di quattro o cinque persone che, per rancore personale ed insipienza politica, si ostinano a farci la guerra. Chi si è assunto la responsabilità di non far votare il PdF, sono certo verrà a chiederci presto scusa per non aver saputo cogliere l’occasione storica di rendere ancora più forte ed incisivo un movimento di popolo come il nostro”.

In conclusione, cosa deve fare chi vorrà votare il PdF?

“Deve semplicemente mettere una croce sul simbolo del Popolo della Famiglia sia sulla scheda rosa che su quella gialla. Non dovrà fare altro che dare un voto secondo coscienza e con il sorriso sulle labbra, nella consapevolezza per una volta di non aver scelto il male minore, che è sempre un male, ma un bene possibile”.

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