Elezioni, Becchi duro: “Tutte le colpe di Berlusconi sul mancato 40%”

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Il centrodestra ha fallito l’obiettivo del 40% e il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale spiega perché. Nessuna forza politica o coalizione dispone della maggioranza assoluta per formare un governo e a questo punto, se non si vorrà tornare alle urne entro l’anno, sarà necessario trovare in parlamento delle convergenze fra avversari come avvenuto in Germania. Al momento l’ipotesi più gettonata sembra quella di un possibile avvicinamento della Lega di Salvini, partito che ha conquistato la leadership del centrodestra, con il M5S che è il partito più votato, ben oltre le previsioni dei sondaggi. Ipotesi tuttavia che non manca di ostacoli.

LEGGI SU LO SPECIALE LA PRECEDENTE INTERVISTA A PAOLO BECCHI

Becchi, lei aveva previsto una vittoria del centrodestra che non c’è stata. Cosa è mancato alla coalizione per raggiungere quel 40% che pure molti vedevano a portata di mano?

“Se il centrodestra non ha vinto la colpa è di una sola persona che si chiama Silvio Berlusconi. Queste elezioni hanno due vincitori e due grandi sconfitti. I vincitori sono naturalmente Salvini e Di Maio, gli sconfitti sono Renzi e Berlusconi. Il patto del Nazareno a questo punto può dirsi morto e sepolto. Renzi è giovane, non so cosa farà nelle prossime ore. Anche se si dimetterà potrà un domani tornare in campo. Chi invece è bollito per sempre è il leader di Forza Italia. Se il centrodestra non ha raggiunto il traguardo del 40% deve dire grazie a lui e alle sue fallimentari strategie elettorali”.

Cosa ha sbagliato Berlusconi?

Intanto credo abbia perso completamente la lucidità politica e che non sia più lui a prendere le decisioni ma un cerchio magico composto di avvocati e badanti. Gli avvocati e le badanti però servono per certe cose, non per fare politica. Quando si delega la composizione delle liste a queste persone completamente sprovviste di lungimiranza politica, non ci si può lamentare se poi si perdono voti. Poi altro errore clamoroso è stato quello di impostare la campagna elettorale utilizzando esclusivamente i media e senza battere il territorio. Forse pensava di stare ancora nel 1994 e non ha capito che il mondo nel frattempo è cambiato. Il centrodestra è stato punito soprattutto al Sud ed era lì che sarebbe servita una forte presenza territoriale. Non so se Berlusconi abbia voluto perdere, so soltanto che lui come leader politico può considerarsi finito”.

Lo sa che si fa strada l’ipotesi di un governo Lega-M5S? Dalle parti del Carroccio sono già partiti inviti al dialogo. 

“Mi sembrerebbe logico che i due vincitori di queste elezioni cerchino delle convergenze, ma ritengo che alla Lega politicamente non convenga una simile soluzione. Salvini del resto ha sempre denunciato l’inciucio fra Renzi e Berlusconi e non sarebbe coerente da parte sua adesso tentare un inciucio con Di Maio. Tradire gli alleati per mettersi con gente del tutto inaffidabile non avrebbe senso.  A meno che..”

A meno che?

” Che Berlusconi non insista nel voler dare le carte. Il leader forzista è molto abile nel negare l’evidenza e nel tentare di rivoltare a suo favore situazioni che lo vedono soccombere. E’ chiaro che se Berlusconi dovesse incaponirsi nel voler essere il leader della coalizione, allora Salvini avrebbe tutto il diritto di liberarsi definitivamente di lui, buttare a mare Fi e dialogare con i 5S. Del resto Di Maio ci metterebbe due secondi a cambiare idea e da europeista tornare euroscettico. Le metamorfosi grilline le conosciamo bene. Ma se Berlusconi al contrario accettasse la sua leadership facendosi da parte e consegnando a Salvini le redini del gioco, a quel punto un accordo con il M5S non sarebbe che letto come un tradimento della volontà popolare. E’ l’ultima cosa che in questo momento servirebbe a Matteo e alla Lega”. 

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