Delusione Leu, parla Geloni: “Ma frammentarsi ora non sarebbe utile”

Interviste

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Elezioni, clamorosa sconfitta per Liberi e Uguali la formazione di sinistra capitanata dal presidente del Senato Pietro Grasso. Chiara Geloni, candidata di Leu intervistata da Lo Speciale, analizza le cause di un’esperienza politica che appare fallita. Non è andato in porto il tentativo di riunire le anime a sinistra del Pd per recuperare i voti dei delusi in libera uscita verso M5S e Lega. Il 3,4% ottenuto è un risultato davvero magro per uno schieramento che vedeva in campo personaggi di peso come Pietro Grasso, Laura Boldrini, Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, Vasco Errani, Roberto Speranza e tanti altri. Un risultato che incredibilmente sembra marciare di pari passo con la disfatta del Pd. Se non ci fosse stata la scissione Dem infatti, sommando i voti del Pd e quelli di Leu, ci si accorge di come sarebbe stato comunque lontano l’obiettivo del 25%  centrato da Pierluigi Bersani nel 2013.

LEGGI SU LO SPECIALE LA PRECEDENTE INTERVISTA DI CHIARA GELONI

Geloni, delusa dal risultato di Leu?

“Si, sono molto delusa, inutile nasconderlo”.

Cosa vi ha penalizzati? La leadership di Grasso non ha tirato?

“Abbiamo avuto poco tempo per farci conoscere, ma questo ovviamente non può bastare. Va fatta un’analisi politica più approfondita sulla proposta che abbiamo messo in campo e su come l’abbiamo messa in campo. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato, e che c’è necessità di una seria riflessione. Ma questa va fatta nelle sedi opportune. Adesso inutile cercare le colpe. Quel che è sicuro è che sono stati commessi degli errori, altrimenti non saremmo a questo punto”.

C’è chi dice pure che al vostro interno sia mancata l’armonia fra le varie forze, fra Mdp e Sinistra italiana soprattutto. Dopo questa sconfitta c’è il rischio di tornare ognuno per conto proprio?

“Non credo.  Frammentarsi adesso in una situazione complessa come quella che andrà ad aprirsi, non lo ritengo utile per nessuno”.

Cosa prevede? Quali scenari si apriranno alla luce dei risultati elettorali e dell’assenza di maggioranze?

“Penso che stando così le cose le ipotesi sul tappeto non possano che essere due e vedere entrambe protagonista il leader della Lega Salvini: un governo di centrodestra guidato da lui o un governo della Lega con il M5S. Allo stato attuale non so ipotizzare scenari diversi”.

Renzi e Berlusconi i grandi sconfitti. E’ morto il Patto del Nazareno?

“Mi pare evidente”.

Si aspettava una sconfitta così netta del Pd, addirittura al di sotto del 20%?

“Si, me l’aspettavo. Durante la campagna elettorale era evidente a tutti come il Pd avesse creato dei forti malesseri difficili da recuperare. Che la sconfitta sarebbe stata pesante era nell’aria e così è stato”.

Cosa prevede per Renzi? Pensa che stavolta abbandonerà definitivamente il campo? 

“Non lo so, non si può concepire la politica come una specie di Conte di Montecristo. Quello che è chiaro a tutti, è che è stata sconfitta la ricetta politica del Pd. Non so se sarà capace di inventarne un’altra per restare in pista. Starà a lui trovare una nuova linea politica e tentare di costruire intorno a questa un nuovo consenso. Sarà in grado di farlo? Questo non lo so. Quello che è chiaro è che finora la politica di Renzi e del Pd è stata un fallimento come dimostrano le sconfitte a ripetizione che hanno portato a casa, dal referendum in poi. Il voto di oggi non ha fatto che certificare la morte del renzismo come proposta politica e di governo”.

Per Berlusconi invece cosa prevede?

Berlusconi ha perso la sfida con Salvini. E’ chiaro anche qui che la sua proposta politica ha stancato gli italiani, Credo che il leader di Forza Italia non sia stato capace di comprendere lo spirito del tempo che invece Salvini ha saputo cavalcare molto bene, in linea con le nuove destre che stanno emergendo in Europa. Questo è un grosso problema. Non ho mai considerato Berlusconi un moderato, ma certamente non possiamo ignorare che la vittoria di Salvini sposterà la coalizione di centrodestra su posizioni sempre più estremiste”. 

Il voto al M5S? Voto di protesta o cosa?

“Il M5S ogni volta viene sottovalutato da tutti e poi al momento del voto ottiene risultati superiori alle aspettative. La forza dei 5S sta nell’essere una forza neo-centrista, che rifiuta collocazioni tanto a destra che a sinistra: poi però se i pentastellati non saranno capaci di mettersi in gioco anche con la ricerca di alleanze, saranno condannati all’isolamento”.

Casini a Bologna ha sconfitto Vasco Errani. E’ anche questo il segno di una sinistra che ha perso le proprie radici, il proprio senso di appartenenza, la propria identità?

“Vallo a chiedere a quelli che lo hanno votato. Io davvero non so più che dire. Ognuno in coscienza vota chi crede. Non ho nulla di personale contro Casini, ma sono convinta che per rappresentare la sinistra a Bologna sarebbe stato meglio qualcun altro. Ma alla fine rispetto il voto degli elettori”.

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