Inciucio Pd-M5S, Telese: “Vedo un governo Zagrebelsky”

Interviste

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Governo del centrodestra o governo Pd-M5S? Un rebus che Lo Speciale ha sottoposto al giornalista Luca Telese, cronista politico, conduttore televisivo e opinionista. Con lui abbiamo esaminato la situazione politica post voto e fatto un’analisi sui possibili scenari. Telese ha anche individuato delle figure che il presidente Mattarella potrebbe mettere in campo per favorire una via d’uscita alla crisi. Con la convinzione che il Capo dello Stato guardi più favorevolmente verso i 5S che in direzione del centrodestra.

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Quali scenari possibili vede all’orizzonte?

“Un governo del presidente o il ritorno alle urne, oppure il ritorno alle elezioni dopo un breve governo istituzionale. Ritengo infatti politicamente impossibile l’alleanza M5S-Lega anche se gradita dalla base. Piacerebbe agli elettori ma Salvini e Di Maio sono leader giovani quanto antitetici”.

Però sembra molto difficile che le forze politiche vogliano tornare al voto subito rimettendo in discussione le posizioni ottenute.

“Nessuno infatti è disposto a tornare alle urne ma alla fine potrebbe non esserci altra soluzione. Avremo il tentativo di formare un governo a guida Salvini che non andrà in porto perché non ci saranno mai i voti del Pd. Seguirà un tentativo di formare un governo Di Maio, anche questo destinato a fallire per mancanza di numeri, visto che pur essendo il primo partito il M5S ha meno seggi in proporzione rispetto a Lega e Forza Italia. Quindi alla fine l’unica via d’uscita potrebbe essere in una maggioranza da formare intorno ad un nome simbolo come ad esempio Gustavo Zagrebelsky”.

Mattarella starebbe pensando a lui?

“A lui o ad un altro come lui, Davigo per esempio. Nomi appartenenti in qualche modo all’area del M5S e che potrebbero essere accettati anche dal Pd che sostenendo queste figure non perderebbe la faccia come avverrebbe appoggiando un governo Di Maio. Per i dem sarebbe un suicidio politico. Si scatenerebbe la guerra interna che è parallela alla guerra per il governo”.

Nel Pd è l’ora dei regolamenti di conti. Come andrà a finire?

“Ci sarà uno scontro fra un candidato dell’area renziana e Nicola Zingaretti che alla fine vincerà”.

Nel centrodestra Berlusconi lancia Salvini premier, ma sembra non volerlo riconoscere leader della coalizione dichiarando che il regista è ancora lui. Come finirà fra i due?

“Finché Berlusconi non avrà riottenuto l’agibilità politica dovrà accettare questo patto e riconoscere la leadership di Salvini. Un patto che gli va stretto ma che è stato codificato e che gli elettori vogliono rispettato”.

C’è chi nelle ultime ore ipotizza un governo di centrodestra a guida Maroni. Lo ritiene possibile?

“No, non vedo all’orizzonte per il centrodestra nessuna possibilità di andare al governo. Il Pd non lo voterebbe mai perché significherebbe autodistruggersi, e in questo momento l’interesse dei dem è ricostruire, non suicidarsi”.

Il M5S “ha vinto” e al Sud frotte di disoccupati sono corsi ai Caf per chiedere informazioni sull’ottenimento del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del programma grillino. Non è che adesso i 5S non riusciranno a controllare le aspettative che hanno acceso?

“Accendere aspettative e speranze è legittimo, ma qui siamo di fronte ad una notizia gonfiata. Ci saranno pure state dieci telefonate di persone che chiedevano informazioni al riguardo, ma non mi sembra proprio una notizia da prima pagina o da apertura. Poi certo, adesso tutto torna utile mediaticamente. Non c’è nulla di scandaloso se un cittadino chiede informazioni sulla possibilità di ottenere il reddito di cittadinanza. Forse può essere bollato come ingenuo, ma non certo come un delinquente. O vogliamo negare alle persone anche il diritto di credere o di sperare in qualcosa?”

Ma il reddito di cittadinanza è possibile o è stata soltanto merce da campagna elettorale?

“Ho appena letto un saggio, si intitola ‘Reddito di Base’ ed è stato scritto dal belga Philippe Van Parijs che spiega dove e come è stato applicato. Penso ci sia un forte analfabetismo tanto in chi promuove il reddito di cittadinanza, sia in chi lo osteggia. Sembra quasi che l’abbiano inventato i 5Stelle quando si tratta invece di una proposta partorita trent’anni fa dalla socialdemocrazia svedese”.

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