Manovre anti-Lega di Berlusconi, ma è “incubo Toti”

Politica

Acque agitate in Forza Italia. Il sorpasso della Lega alle ultime elezioni politiche continua a rappresentare un incubo per il leader di Forza Italia che teme ora una possibile fuga di militanti e di altri elettori verso Salvini. E a rendere il clima ancora più incandescente oggi hanno contribuito certe dichiarazioni del governatore ligure Giovanni Toti a margine di una cerimonia. 

Non è piaciuta a Silvio l’apertura di Matteo al Movimento 5Stelle e la prospettiva che Lega e Di Maio possano spartirsi le presidenze delle camere. Per la seconda carica dello Stato Berlusconi continua a puntare i piedi su Paolo Romani, riconfermato temporaneamente capogruppo al Senato, così come Renato Brunetta è stato riconfermato alla Camera, sembra fra il forte malumore di moltissimi deputati.

Ma per Palazzo Madama la Lega è sempre più decisa a puntare su Roberto Calderoli al punto che l’ex premier avrebbe urlato nel corso di uno sfogo: “Salvini non può prendersi tutto, il capo del governo e pure il presidente del Senato”. Ma Salvini sa perfettamente che le possibilità per lui di insediarsi a Palazzo Chigi sono molto basse e non intende lasciare campo libero al principale alleato. Il quale da parte sua sembra continui a manovrare per mettere sempre più in difficoltà il Carroccio.

Berlusconi starebbe lavorando per federare i gruppi di Forza italia al Senato con quello dei centristi di Noi per l’Italia per superare così il gruppo leghista. Il problema è che Maurizio Lupi, dalle colonne del Corriere della Sera gli ha fatto capire a chiare lettere che l’operazione non sarà a costo zero. I centristi insomma non saranno disponibili ad aderire al progetto soltanto per permettere a Berlusconi di prendersi una qualche rivincita su Salvini. Chiederanno dunque delle “garanzie”.

In Forza Italia inoltre, soprattutto fra i parlamentari del Nord, è forte l’ostilità nei confronti della cosiddetta “quarta gamba”. Lupi, Fitto, Cesa e company avrebbero infatti vantato un peso molto superiore alla loro forza effettiva, uscita infatti drasticamente ridimensionata dalle urne, e preteso in sede di contrattazione delle candidature, più del dovuto. Berlusconi è accusato di aver concesso loro uno spazio eccessivo, con il risultato di aver fatto perdere al centrodestra posizioni al Sud in favore del Movimento 5Stelle.

Sembra poi che il leader forzista prima del voto avesse già messo in piedi la “scissione della Lega” contando sull’asse privilegiato con Bossi e Maroni. Operazione anche questa che, dopo il sorpasso di Salvini sarebbe diventata quasi impraticabile. Perché all’ala filo-berlusconiana della Lega a questo punto conviene più restare all’ombra di Salvini che cercare protezione sotto l’egida dell’ex Cavaliere, ancora meno ora che i risultati delle elezioni hanno affossato definitivamente la prospettiva di un nuovo Patto del Nazareno e di un governo a matrice “renzusconiana” dove i leghisti della prima ora avrebbero potuto trovare spazio

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Il rischio che ora l’ex premier teme di più, è quello di una possibile scissione del suo “malconcio” partito, dove molti già vedono in Salvini il nuovo leader e nella Lega il nuovo contenitore politico su cui puntare. E a molti forzisti non sarebbe piaciuta neanche l’apertura dell’ex Cavaliere al Pd come risposta all’invito al dialogo di Salvini a Di Maio.

Giovanni Toti, governatore della Liguria, un tempo portavoce e braccio destro di Berlusconi oggi principale sponsor di Salvini, ha dichiarato: 

“Mi fido della Lega siamo perfettamente alleati, mi piacerebbe stringerla ancora di più questa alleanza”. Toti esclude che Salvini possa stringere patti con i 5S e aggiunge: “La Lega è nostra alleata, fa parte del centrodestra e punta sullo sviluppo del Paese, le infrastrutture e sull’abbassamento delle tasse. Il M5S, invece, ha una ricetta diversa, punta sul reddito cittadinanza e sul blocco dei valichi ferroviari. Dal punto di vista politico sarebbe una confusione che non aiuterebbe il Paese”.

Una chiara presa di distanza proprio da Berlusconi e dalla necessità di un dialogo più stretto con il Pd per arginare l’asse Lega-M5S. Del resto da tempo Toti sogna il partito unico del centrodestra e non ha lesinato critiche negli ultimi giorni alle scelte fatte dai vertici di Fi nei collegi, soprattutto al Sud. Insomma, alla fine a forza di progettare scissioni in casa d’altri (da Alleanza Nazionale all’Udc la lista è lunga) Berlusconi stavolta rischia davvero di ritrovarsela nella propria.

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