Papa Francesco: “rivoluzionario” e non esiste l’inferno. Più Europa

Politica

Papa Francesco “rivoluzionario”. Così lo ha definito Eugenio Scalfari e lui ha ricambiato dicendosi onorato dell’appellativo nel corso di un colloquio du Repubblica avuto con il Fondatore ed ex direttore del quotidiano.

E’ una parola che mi onora nel senso in cui la dice”, ha infatti risposto il Pontefice. Nell’intervista il Papa ha toccato diversi temi. Ha parlato di energia definendola “strumento della creazione” e poi ha toccato quello relativo all’estinzione delle specie. “Ciascuna specie dura migliaia o forse miliardi di anni, ma poi scompare – ha spiegato – l’energia ha fatto esplodere l’universo che di tanto in tanto si modifica. Nuove specie sostituiscono quelle che sono scomparse ed è il Dio creatore che regola questa alternanza”.

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Esiste davvero l’inferno? E dove vanno a finire le anime cattive? E qui le sorprese non mancano. “Non vengono punite – risponde il Pontefice – quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate, scompaiono. Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici”.

Non esiste l’inferno dunque secondo Papa Francesco? In effetti una frase del genere, già da sola, basta a giustificare e supportare l’appellativo di “rivoluzionario”. Del resto Scalfari è lo stesso che, in una precedente intervista al Papa, arrivò ad affermare che “con Francesco è stato abolito il peccato”.

Non è nemmeno mancato un pensiero per l’Europa e un riferimento alla gestione del fenomeno dell’immigrazione.

“L’Europa deve rafforzarsi politicamente e moralmente – ha detto – Ci sono anche qui molti poveri e molti immigrati. Abbiamo detto di voler conoscere la modernità pure nelle sue cadute. L’Europa è un continente che per secoli ha combattuto guerre, rivoluzioni, rivalità, e odio, perfino nella Chiesa. Ma è stata anche una terra dove la religiosità raggiunse il suo massimo e proprio per questo io ho assunto il nome di Francesco: quello è uno dei grandi esempi della Chiesa che va compreso e imitato”.

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