Sgarbi choc: “Mattarella non darà incarico a Di Maio e Silvio risorgerà”

Interviste

Primo giro di consultazioni al Colle, parla a Lo Speciale il parlamentare di Forza Italia Vittorio Sgarbi. Mattarella concluderà le consultazioni con il Movimento 5Stelle e c’è chi vede dietro questa decisione, più che ragioni di protocollo, una certa predisposizione del Capo dello Stato ad assegnare, almeno in questa prima fase, il mandato esplorativo a Luigi Di Maio. C’è anche chi si spinge oltre prefigurando un tentativo di Mattarella per un governo M5S-Pd. Tutte ipotesi ovviamente. Ma intanto le consultazioni sembrano delineare le divergenze interne al centrodestra: Forza Italia chiude al M5S e apre al Pd, Salvini esclude accordi con il Pd e tiene spalancate le porte a Di Maio, Fratelli d’Italia sembrerebbe infastidita dalle mosse del leader leghista e avrebbe minacciato un asse con Fi che metterebbe il Carroccio in minoranza all’interno del centrodestra.

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Sgarbi, Mattarella riceverà il M5S per ultimo. Condivide la tesi di chi dice che il Capo dello Stato preferirebbe affidare il primo tentativo a Di Maio e non a Salvini? Il fatto che parli con il leader pentastellato alla fine, non potrebbe essere un segnale in tale direzione?

“Non ci vedo nessuna strategia. Il M5S è il partito più votato, perché il centrodestra ha più voti come coalizione. Ma i singoli partiti hanno scelto di salire al Colle separati, quindi è prassi che il più votato chiuda le consultazioni”.

Non è stato dunque un errore per il centrodestra andare da Mattarella in ordine sparso?

“Assolutamente no, hanno fatto benissimo. Sono partiti che fanno parte di una coalizione, ma possono avere punti di vista diversi su alcuni aspetti. E’ giusto quindi che ognuno parli per conto proprio”.

Però in questo modo non si avvalora l’idea di un centrodestra diviso? Forza Italia che guarda al Pd e la Lega al M5S?

“Tanto sono tutti discorsi inutili. Si tornerà a votare e vinceremo ancora noi”.

Anche con questa legge elettorale?

“Anche con questa legge elettorale”.

Intanto di Maio però ha proposto un contratto di governo tanto al Pd che alla Lega ispirandosi al percorso intrapreso dalla Merkel in Germania. Ha avuto modo di leggerlo?

No, anche perché tanto quella proposta non avrà alcun seguito. Di Maio ha perso le elezioni, è arrivato secondo anche se non se ne capacita. Il governo lui non lo farà mai. Chi è che potrebbe accettare un contratto proposto da chi ha perso le elezioni?”

Intanto però con il veto nei confronti di Berlusconi, Di Maio sembra aver messo in difficoltà Salvini.

“I veti di Di Maio a Berlusconi sono l’inizio della sua fine”

In che senso?

“Nel senso che chi mette veti non può poi aspettarsi delle risposte”.

A Salvini ha detto: “Scegli fra la rivoluzione con me e la restaurazione con Berlusconi”.

“Balle, Salvini non può rompere con Berlusconi, sarebbe un folle. La forza di Salvini è tale perché c’è Forza Italia con il suo leader. Ma poi chi è Di Maio? Che fa Salvini? Va a fare il numero due del numero due?”

Ma quindi Mattarella a chi darà l’incarico?

“A nessuno. Si tornerà a votare dopo un secondo giro di consultazioni che non porterà a nulla”.

Un tentativo dovrà pur farlo però il Capo dello Stato, o no?

“Sarà un tentativo inutile”.

In genere quando non si trova la quadra, il mandato esplorativo viene affidato alla seconda carica dello Stato. Potrebbe toccare alla Casellati? In fondo l’hanno votata anche i 5S.

“No, non è possibile”.

E se il Pd alla fine, magari sollecitato da Matterella decidesse di abbandonare l’Aventino e sostenere un governo Di Maio?

“Lo escludo”.

Lei esclude tutto?

“Lo escludo, perché il Pd ne uscirebbe come partito perdente e ulteriormente umiliato. Renzi sotto Di Maio non ci andrà mai”.

Lei insiste nel dire che si deve tornare al voto, ma Berlusconi il voto lo vuole?

“Ha già chiesto la riabilitazione al Tribunale di Milano. Se l’avrà non vedremo tutti l’ora di tornare a votare. Finché non l’otterrà non potrà fare altro che restare possibilista su un governo”.

Non sarebbe meglio per Berlusconi cedere il campo, affidare Fi ad un successore e garantire una continuità al suo movimento?

“Non per ora, almeno fino alle prossime elezioni quando si presenterà il problema di indicare il premier. E’ una partita troppo importante per Berlusconi, non può lasciare ora. Poi dopo il voto allora forse potrà pensare pure ad una successione”.

Ma il premier il centrodestra lo ha già. Non è Salvini che ha vinto la sfida interna alla coalizione? O pensa che ormai il leader leghista non possa spingersi oltre?

“Se Salvini vorrà continuare ad essere premier, come minimo Berlusconi dovrà essere ministro degli Esteri”. 

Tornare a votare non potrebbe invece agevolare ancora di più i 5S?

“Se Di Maio vuole governare dovrà vincere le elezioni. Non è giusto che vada al governo oggi che le elezioni le ha perse. E non accetto che ce lo porti il centrodestra. Quindi io dico che tornare alle urne è la soluzione migliore. Il M5S tanto sarà l’eterno secondo. Il centrodestra con Berlusconi riabilitato invece vincerà”.

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