Governo, Ferrero (Prc): “Sarà fotocopia di Gentiloni. Sfido Lega ed M5S”

Interviste

Nulla di fatto al Quirinale, il nuovo governo non c’è e non si vede all’orizzonte. Paolo Ferrero, già segretario di Rifondazione Comunista e oggi vicepresidente del partito della Sinistra europea dopo essere stato anche ministro della Solidarietà sociale, a Lo Speciale lancia una sfida. M5S e Lega continuano ad annusarsi, mentre Di Maio corteggia anche il Pd facendo addirittura cadere la pregiudiziale anti-renziana, forse con l’obiettivo di spingere Salvini alla rottura con Berlusconi. Da sinistra stanno seguendo la partita e sebbene verso il M5S vi sia una certa simpatia che manca nei confronti del centrodestra, non piace la politica di Di Maio considerata troppo democristiana.

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Nulla di fatto al Colle. Se ne riparlerà la prossima settimana. Si susseguono gli appelli al senso di responsabilità del Capo dello Stato e altre istituzioni. Si aprirà uno spiraglio al secondo giro?

“Mi pare che Lega ed M5S stiano proseguendo la campagna elettorale, sfruttando fino in fondo la visibilità mediatica che hanno in questo periodo per accrescere il consenso. Peccato che questo giochino rischi di costare molto caro agli italiani visto che si avvicina la data dello scatto dell’Iva. Credo che proseguiranno ancora un po’ questo tira e molla per incrementare i loro voti, ma poi si metteranno insieme perché alla fine nessuno vuole davvero tornare a votare”. 

Un governo quindi Salvini-Di Maio?

“Penso di sì, anche se poi ci verranno a raccontare di non poter mantenere quanto promesso per colpa dei vincoli europei. L’Europa ha sicuramente delle politiche schifose, ma è scandaloso questo allungare il brodo. Badi bene che non sto parlando del nuovo governo, so perfettamente che ci vuole tempo per raggiungere un’intesa. Ma questi signori hanno già la maggioranza in Parlamento, un Parlamento nel pieno delle sue funzioni che può quindi lavorare indipendentemente dall’esistenza o meno di un esecutivo. Nulla impedisce per esempio di abolire la Legge Fornero con una forte iniziativa parlamentare, e nulla impedisce di abolire allo stesso modo l’articolo 81 sul pareggio di bilancio in Costituzione. Perché non lo fanno?Potrebbero insomma iniziare a dare concreti segnali di cambiamento abolendo la Fornero e finanziando l’abolizione con una tassa sui grandi patrimoni”.

L’ultima ipotesi vede Salvini e Di Maio formare un governo insieme. Forza Italia e parte del Pd “responsabile” garantirebbero l’appoggio esterno pur di evitare le urne. Ritiene credibile questa soluzione?

“Ci si può esercitare quanto lo si vuole sulla possibile formula che verrà fuori. Credo che al netto delle chiacchiere la cosa che accomuna centrodestra, M5S e Pd è l’accettazione dei vincoli europei. Avremo quindi la fotocopia del governo Gentiloni. Cambieranno i nomi, le facce, anche le alleanze politiche, ma resteranno identici i fondamentali del programma. Non so chi andrà a comporre la nuova maggioranza, ma per come si sono posti fino ad oggi  tutti i partiti, appare chiaro come qualsiasi esecutivo sarà la continuazione del Governo Gentiloni. Per questo sfido Salvini e Di Maio a dare concreti segnali di discontinuità con una forte azione parlamentare rivolta all’immediata abolizione della Fornero. Se lo faranno dimostreranno di voler davvero cambiare il Paese, altrimenti i loro elettori dovranno prendere atto di aver votato la classica formula politica all’italiana basata sull’eterno principio del ‘vorrei ma non posso'”.

A sinistra però è preferibile un governo a guida Di Maio o Salvini? Chi dei due farebbe “cose di sinistra”?

“Non mi pronuncio sulle forze politiche, perché hanno tassi di ambiguità molto elevati. Premesso ciò non posso però non tenere conto del fatto che, nel voto al M5S, vi sia una forte richiesta di cambiamento. C’è il voto di chi chiede discontinuità sulle pensioni e vuole il reddito di cittadinanza. Il giudizio su Di Maio non è positivo, lo considero troppo democristiano per i miei gusti, ma nel consenso che ha raccolto c’è una positiva dimensione che guarda ad una grande prospettiva di rinnovamento sociale. Tanti elettori di sinistra, inutile girarci intorno, hanno preferito votare M5S che i partiti tradizionali. Per questo spero che tanta fiducia non venga alla fine tradita”. 

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