La proposta di Calenda: governo di transizione appoggiato da tutti

Politica

Condividi!

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha rilasciato un’intervista a Repubblica che ha dovuto in parte correggere spiegando meglio il governo che propone:  “Il titolo dato da Repubblica alla mia intervista è totalmente fuorviante. Basta leggere le risposte per comprendere che non ho mai auspicato un patto tra M5S, Pd e Lega che personalmente considererei un grave errore. Sostengo invece che data la situazione di stallo e il peggiorare delle crisi internazionali occorrerebbe proporre un Governo di transizione appoggiato da tutte le forze politiche e una commissione bilaterale per rimettere mano alla legge elettorale e alle altre riforme incompiute”.

Ma non solo il futuro governo ha in mente.

”Il Pd -spiega- dovrebbe proporre la costituzione di un governo di transizione sostenuto da tutte le forze politiche e parallelamente la formazione di una commissione bicamerale sulle riforme istituzionali che risolva tre questioni fondamentali: la possibilità di formare esecutivi stabili in un sistema politico tripolare, il rapporto tra autonomia delle Regioni e interesse nazionale, i tagli ai costi della politica e soprattutto la trasparenza nella gestione dei partiti”.

A stretto giro è arrivata una sorta di risposta del sottosegretario alle Politiche europee Sandro Gozi: “Nessun punto d’incontro possibile tra M5S, Lega e Pd su politica economica, diritti civili, ne sul ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo. Ancor meno nel campo delle riforme istituzionali. Questa è la verità! Difficile capire su quali basi un simile accordo potrebbe reggersi”.

Insomma il Pd continua ad essere molto diviso al suo interno. Lo conferma anche la dichiarazione di Anna Ascani, renziana doc, che insiste sull’ormai sentita e risentita formula: “Mi sembra che Di Maio e Salvini provino nostalgia per la bella vita di un tempo, quella in cui si poteva dire che era sempre tutta colpa del Pd. Entrambi sono stati premiati nelle urne e si appuntano al petto il gagliardetto dei vincitori, l’uno come partito e l’altro come coalizione. Sta a loro per primi, come hanno sempre chiesto, l’onore e l’onere di sbloccare questa situazione di stallo. Se non ci riuscissero e se si dovesse scivolare verso la fine politica della legislatura ancor prima dell’inizio e tornare a elezioni in un momento così complicato a livello internazionale, sarebbe solo il prodotto della loro azione politica sconsiderata e irresponsabile. Alibi, scorciatoie, capri espiatori non esistono più”.

Caustico e profetico Piero Fassino ad Agorà stamattina: se M5s e Lega “non sono in grado di farlo, se ne prenda atto e si aprano scenari nuovi. E certo in scenari nuovi rispetto a quelli di oggi il Pd sarà un protagonista“.

Insomma i dem non aspettano altro che il flop di Di Maio e Salvini per risorgere.

Tagged

Lascia un commento