Berlusconi fa rima con Casellati? Inizia il primo giro con “strategia”

1 minuto di lettura

Sergio Mattarella dopo 45 giorni di stallo ha affidato alla presidente del Senato Elisabetta Casellati un mandato esplorativo mirato e a tempo. Non sembra al momento raggiungibile una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione di centrodestra e il Movimento Cinque Stelle, ma entro la scadenza di venerdì la questione deve essere portata a galla.

Ma la prima tappa di questo percorso anti-stagnazione governativa oltre ad avere dei protagonisti evidenti, ne ha altri più nascosti. E’ chiaro che un eventuale fallimento, lascerebbe il campo ad altre ipotesi e a possibili scenari che potrebbero aprire le porte del governo a Berlusconi e Renzi. ù

Perché se è vero che la presidente è stata eletta con i voti di una maggioranza composta dal centrodestra unito e dal M5s, è vero anche che il suo nome è legatissimo a quello di Ghedini e quindi anche a quello del Presidente di Forza Italia. Il siparietto di Silvio Berlusconi nessuno lo dimentica, lui dietro a Salvini a fare sorrisetti e a muover ele mani quasi come un maestro che dirige l’orchestra, contando con le dita della mano i punti letti dal leader della Lega. E’ chiaro che lui vuol dimostrare di contare ancora qualcosa ed è altrettanto chiaro che il tentativo di fare il governo con Di Maio da parte di Salvini lo tema e non poco. Potrebbe rappresentare il tramonto di Forza Italia ma anche il tramonto del suo centro-destra.

Se durante la campagna elettorale Berlusconi è riuscito a rassicurare Bruxelles apparendo più come garante dell’Europa che alleato di Salvini, ora che i giochi non li conduce lui e rischia di sparire. L’intento di Arcore di prendere più voti possibili non è riuscito. Non resta allora che fingere compattezza e unità ma il “Nazareno3.0” con Renzi è dietro le porte. B. e Renzi li lasceranno sfracellare o si opporranno con tutte le forze a un’eventuale alleanza m5s-Lega? Sicuramente l’arma segreta di Silvio si chiama Casellati, riuscendo a sostenerla e a rimandare al mittente il  tentativo precedente con Anna Maria Bernini, ha messo a segno un centro.

Il Caimano è tornato in gioco e vuole giocare ora. Ed essendo l’incarico “esplorativo” e non un “pre-incarico”, le forze politiche possono mediare maggiormente. Al punto che i perdenti del 4 marzo potrebbero tornare vincenti. Il presidente del Senato, sua fedelissima, potrebbe aiutarlo nella strategia. E’ solo questione di tempo. Magari i rapporti tra Di Maio e Salvini arriveranno all’erosione e Renzi riuscirà a ricompattare il Pd.

Comunque vada sarà un insuccesso per il popolo, che deve assistere in ogni caso a un annacquamento dei programmi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Toninelli vuole il Pd, ma bacchetta Di Battista per paragone Dudù-Salvini

Articolo successivo

Il Pd guarda a Macron e Rossi vuole un nuovo partito della sinistra

0  0,00