Governo, Becchi: “Mattarella ha un piano. Salvini e Di Maio sbagliano tutto”

Interviste

Mandato esplorativo”trappola”per il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il filosofo Paolo Becchi intervistato da Lo Speciale non ci vede chiaro. Il presidente Mattarella ha affidato alla Casellati appena due giorni per verificare la possibilità di un governo centrodestra-M5S, tempi talmente limitati da far pensare che il Capo dello Stato voglia escludere questa eventualità dal novero delle ipotesi. Nel Pd sta prendendo peso l’ala dialogante incarnata fra gli altri da Dario Franceschini che tutti sanno essere in rapporti molto stretti con Mattarella. Si ha come la sensazione che il Presidente voglia archiviare definitivamente l’alleanza fra i due presunti vincitori, per poi tentare la strada di un governo M5S-Pd. Ipotesi ovviamente che sembrerebbero confermate anche dalla dichiarazione del capogruppo grillino al Senato Toninelli favorevole a chiudere il dialogo a destra per aprirlo con i Dem.

SU LO SPECIALE LE MANOVRE DI MATTARELLA SUL GOVERNO

Quella di Mattarella potrebbe essere una “trappola” per chiudere definitivamente il forno fra Salvini e Di Maio e favorire l’apertura di quello M5S-Pd?

“L’analisi ci sta tutta. E’ probabile che ci possa essere dietro questo tipo di strategia. Ma attenzione, io non credo che se la Casellati fallirà, la prossima mossa sarà affidata a Roberto Fico. Sarebbe uno schiaffo nei confronti di Luigi Di Maio. Al di là  delle dichiarazioni di facciata e dei reciproci attestati di stima, sappiamo benissimo che il presidente della Camera all’interno del Movimento incarna l’anima ortodossa ostile all’attuale leader. Fico potrebbe trovare l’accordo con il Pd, o quanto meno la disponibilità dei dem ad un dialogo, e a quel punto il suo mandato, da puramente esplorativo, potrebbe diventare politico. La strategia di Mattarella credo sia un’altra”.

Quale?

“Trovare un nome che possa bypassare questa contrapposizione Fico-Di Maio e possa nel contempo garantire una continuità istituzionale, una stabilità e una sicurezza internazionale. Credo che il nome su cui intende puntare il Capo dello Stato sia quello del giurista Sabino Cassese. E’ stato presidente della Corte Costituzionale, è in ottimi rapporti con Mattarella  e su di lui il Pd avrebbe davvero poco da eccepire”. 

Quindi comunque vede una “trappola” da parte di Mattarella?

“Il Presidente si sta comportando in maniera istituzionale. Con l’incarico esplorativo alla Casellati ha dimostrato di voler rispettare la volontà degli elettori sondando le possibilità di un governo fra centrodestra ed M5S. Se il tentativo fallirà non sarà certo colpa sua  e a quel punto dovrà necessariamente orientarsi su ipotesi alternative. Il fatto è che in questa vicenda gli errori li hanno fatti, e li stanno facendo, tanto il centrodestra che il M5s”.

Errori di che tipo?

“Il primo errore lo ha fatto Di Maio imponendo il veto su Berlusconi. Un veto assurdo visto che, fino a quando non sarà riabilitato, l’ex premier al governo non potrà andare. Mi sembra un’impuntatura soltanto simbolica mentre non ha alcun senso il veto verso l’intera Forza Italia se si pensa che i 5S hanno votato la Casellati alla presidenza del Senato. Ma ha sbagliato anche Salvini nel proporre un suo passo indietro e chiedendolo pure a Di Maio. L’unica soluzione possibile per me resta l’idea della staffetta. Salvini e Di Maio non devono tirarsi indietro ma dividere il mandato. Visto che Di Maio ha tutta questa frenesia di andare al governo avrei fatto iniziare lui per i primi due anni e mezzo, lasciando poi guidare la seconda parte della legislatura al segretario della Lega”. 

E con Forza Italia come la mette?

“Gli azzurri in questa prima fase con premier Di Maio potrebbero restare fuori dal governo e garantire l’appoggio esterno, per poi entrare a pieno titolo nell’Esecutivo nella seconda fase, quella a guida Salvini. Soltanto così credo sarebbe rispettata la volontà degli elettori e scongiurato il rischio di un governo del presidente. Un’ipotesi questa che converrebbe anche a Berlusconi. Se poi dovesse rifiutarla allora a quel punto Salvini avrebbe tutto il diritto di rompere l’alleanza. Non comprendo perché il leader leghista si ostini a chiedere il passo indietro reciproco. Non ha senso”.

Però oggi Toninelli è sembrato chiudere definitivamente le porte al centrodestra per spalancarle al Pd, mentre Salvini in queste ore sta rilanciando l’idea del premier terzo. 

“Di Maio non sarà mai premier se non accetterà la staffetta. Se fallirà l’alleanza con il centrodestra, o si andrà al governo del presidente con Cassese premier o con un altro nome scelto da Mattarella, oppure si tornerà a votare. Temo che i 5S siano nel pallone come dimostra anche la vicenda del programma cambiato. Di Maio ha detto che si tratta di una bufala ma è evidente a tutti come negli ultimi tempi da quelle parti siano stati rivisti molti punti che il Movimento considerava centrali. E parliamo del rapporto con l’Europa, della posizione sull’euro, della politica internazionale, di tanti aspetti che non hanno registrato soltanto una limatura ma uno stravolgimento in piena regola per altro senza neanche un dibattito sulla rete. E’ vero che al M5S viene perdonato sempre tutto, ma non darei per scontato un nuovo successo elettorale nel caso di un ritorno alle urne. Se fallirà l’operazione Casellati, la pietra tombale sarà anche sulle aspirazioni a premier di Di Maio. Renzi è stato sconfitto dopo aver governato, Di Maio rischia di essere sconfitto senza neanche essere andato al governo”.

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