Toninelli pro dem “blinda” Di Maio premier. Pd guarda a Fico

Politica

“Di Maio premier non si discute”, parola di Danilo Toninelli capogruppo M5S al Senato.

Lo ha ribadito nel corso di un ‘intervista al programma radiofonico “Circo Massimo”, condotto da Massimo Giannini su Radio Capital dove si è confrontato a distanza con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, esponente Dem favorevole alla trattativa.

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Toninelli era stato il primo, quando era ancora in piedi il mandato esplorativo della Presidente del Senato Casellati rivolto a sondare l’intesa fra centrodestra ed M5S, a chiudere all’accordo con Salvini aprendo al Pd.

Oggi il capogruppo grillino di Palazzo Madama sembra essere ottimista sul fatto che un dialogo con i dem possa avere esito positivo, ma mettendo quei paletti chiari per non scontentare troppo la base del Movimento contraria al matrimonio con Matteo Renzi e compagni.

“Vogliamo realizzare un contratto di governo, sul modello tedesco – chiarisce Toninelli – Aspettiamo la direzione del Pd. Se verranno al tavolo con noi cercheremo di scrivere nel dettaglio tutti i termini delle misure da realizzare”.

Però Pd ed M5S se ne sono dette davvero troppe negli ultimi mesi: è possibile lasciarsi tutto dietro le spalle? Per il capogruppo M5S non sembrano esserci dubbi: “Si supera tutto con il metodo. Noi non rinneghiamo le nostra battaglie. Pensiamo solo che i cittadini sono molto più pragmatici: vogliono solo un miglioramento della qualità della vita”.

Non sembrerebbero pensarla così molti elettori 5S che sembrano continuare a preferire l’accordo con la Lega convinti che, prima o dopo, Salvini romperà con Berlusconi (magari già lunedì dopo il voto in Friuli).

Poi c’è il nodo della candidatura a premier di Di Maio. Se il Pd non dovesse accettarla? Per Toninelli la questione non sarebbe nemmeno in discussione. “Non sarebbe condizione irrinunciabile per noi, ma per quanto accaduto il 4 marzo. Non sarebbe accettato dai nostri elettori un governo del M5S che non abbia Di Maio premier”.

Una posizione che sembrerebbe rivolta a blindare il leader pentastellato di fronte ad un Pd che, molto probabilmente, avrà grosse difficoltà ad accettarlo. L’ipotesi Fico sarebbe già in campo ma Toninelli sembra allontanarla come un fantasma. Anche se alla fine potrebbe diventare l’unica strada percorribile per poter sbloccare lo stallo della trattativa e convincere i dem a rompere ogni indugio rimettendo anche in gioco la presidenza di Montecitorio. Dove a quel punto potrebbero puntare in parecchi: Franceschini in primo luogo, fermo restando che Renzi non la chieda per un suo fedelissimo in cambio del via libera ad un governo con i 5S. Ma questa ad oggi sembra ancora fantapolitica.

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