Renzi da Fazio contro tutti: no a Di Maio e critiche al Pd

Politica

Matteo Renzi chiude la porta al Movimento 5Stelle. C’era grande attesa per la prima uscita ufficiale dell’ex segretario del Pd dopo la brusca sconfitta subita alle elezioni politiche e le conseguenti dimissioni, ma naturalmente ciò che interessava di più era ascoltare la posizione di Renzi sul possibile accordo di governo con i 5S. Ospite di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ l’ex segretario non ha deluso le aspettative di quanti speravano di sentire da lui parole di netta opposizione all’alleanza con Luigi Di Maio.

“Chi ha vinto, deve assumersi la responsabilità e governare – attacca Renzi – Un incontro con Di Maio sì, la fiducia a un governo M5s no”. Il che vuol dire che l’incontro con il leader pentastellato si può pure fare, ma non per discutere di un’eventuale fiducia del Pd ad un governo a guida 5S.

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Per discutere di cosa allora? “M5s e Lega scrivetele voi le regole – ha poi aggiunto Renzi sfidando sia Salvini che di Maio – noi da subito vi diciamo che a meno che non propongano la dittatura, siamo pronti a sederci e dire che va bene.”.

Per l’ex segretario dem l’ipotesi migliore è quella di riscrivere insieme le regole per tornare poi al voto. Quando? “Un anno, due anni, un anno e mezzo” risponde. E nel frattempo? Quale governo? “Deciderà il presidente della Repubblica quale la forma migliore”.

Renzi però sembra escludere qualsiasi possibile coinvolgimento del Pd in possibili ipotesi di governo. “Non possiamo con un gioco di palazzo rientrare dalla finestra dopo che abbiamo perso le elezioni – chiarisce – Se sono capaci ci provino Di Maio e Salvini. Anche perché, insiste, abbiamo fatto una campagna elettorale durissima sulla base di proposte specifiche. Non è pensabile ignorare ciò che la gente ci ha detto”.

Insomma, dalle parole di Renzi sembra proprio che dalla direzione del 3 maggio non possa che uscire una fumata nera in direzione dell’accordo con i pentastellati. E l’ex segretario non risparmia critiche nemmeno ai suoi compagni di partito. “Il Pd deve guardare in faccia la realtà. Deve smettere di litigare al proprio interno. Sono stato massacrato per cinque anni. C’era una opposizione interna che invece di attaccare Salvini attaccava me. A forza di attaccare me è arrivato Salvini, è arrivato l’altro Matteo, con cui ho in comune solo il nome”. Messaggio chiaro a chi, da Emiliano a Franceschini, passando per Orlando e Cuperlo per finire con Zingaretti, sembra sempre più affascinato dall’idea di un’alleanza con Di Maio e soci.

La direzione del 3 maggio insomma si preannuncia di fuoco. E ovviamente sono bastate le parole di Renzi per spazzare via in pochi minuti tutti i faticosi tentativi che il reggente Maurizio Martina ha messo in atto negli ultimi giorni per rasserenare il clima all’interno del partito e avviare il disgelo con il M5S. Le parole dell’ex segretario c’è da star certi avranno sicuramente irritato anche il Colle, visto che il Presidente Mattarella da settimane starebbe lavorando, tramite il fedelissimo Franceschini, per “moderare” le posizioni barricadere al Nazareno, smussare gli angoli e favorire un dialogo che possa in qualche modo favorire la ricerca di una mediazione per formare un governo di stampo europeista.

E sebbene tutto potrebbe ancora accadere, in casa 5Stelle Di Maio sembra dare già per scontato il fallimento dell’accordo con i dem. “Il Pd non riesce a liberarsi di Renzi nonostante l’abbia trascinato al suo minimo storico prendendo una batosta clamorosa – ha subito commentato il leader 5S – Altro che discussione interna al Pd. Oggi abbiamo avuto la prova che decide ancora tutto Renzi col suo ego smisurato.  Noi ce l’abbiamo messa tutta per fare un governo nell’interesse degli italiani. Il Pd ha detto no ai temi per i cittadini e la pagheranno”. E annuncia novità in giornata.

Si riapre il forno con la Lega? Le elezioni in Friuli sono passate e forse Di Maio spera nel grande passo di Matteo Salvini. Il quale ha ribadito venerdì in chiusura di campagna elettorale che non romperà con Berlusconi. Ma il voto è passato.

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