Governo, CasaPound: “Salvini senza alibi, Di Maio lo ha smascherato”

Interviste

Prove di intesa fra Luigi di Maio e Matteo Salvini con il centrodestra ancora una volta ad un passo dalla rottura fra Berlusconi e il leader leghista. Parla a Lo Speciale il vicepresidente di CasaPound Simone di Stefano. Il capo dei 5S ieri ospite di Lucia Annunziata su Raitre al programma “Mezz’ora in più” ha confermato quanto scritto dai giornali, ossia la disponibilità di un passo indietro come premier in favore di un nome terzo da individuare insieme a Matteo Salvini. Ha ribadito il no secco a Berlusconi ma è sembrato aprire alla possibilità di un coinvolgimento di Forza Italia, con un appoggio esterno o anche con la presenza di ministri di area, vicini agli azzurri ma non rientranti nella cerchia stretta di Arcore. E com’era prevedibile nel centrodestra è salita la tensione fra Salvini, favorevole ad accettare le condizioni di Di Maio, e Berlusconi che è tornato a chiudere. Forza Italia dice no anche alla possibilità di un Governo di tregua. Il vertice di ieri sera a Palazzo Grazioli si è concluso senza una linea unitaria. Stamane un nuovo vertice avrebbe ancora una volta scongiurato la rottura in extremis. Il centrodestra chiederà l’incarico per cercare i voti in Parlamento.

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Di Stefano, centrodestra ai ferri corti. Nel vertice di ieri sera nuova rottura fra Salvini e Berlusconi  rientrata poi nel vertice di questa mattina. Cosa dovrebbe fare a questo punto il leader del Carroccio?

“Salvini dovrebbe assumersi la responsabilità di rompere il centrodestra e concordare con il M5S un governo a termine con tre – quattro punti programmatici da realizzare, cambiando anche la legge elettorale. Non credo tuttavia che Salvini sarà capace di farlo, stando almeno alle notizie che arrivano dal vertice di stamattina. Vedremo quello che accadrà nelle prossime ore. Una rottura della coalizione avrebbe conseguenze inevitabili nelle Giunte regionali del Nord a guida Lega, in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. dove certamente non arriverebbe ai governatori il soccorso dei grillini che sul territorio sono in maggioranza dei comunisti mascherati”.

Ha senso per Salvini rompere il centrodestra di fronte alla prospettiva di tornare al voto al massimo fra un anno?

“Il vero dramma è che l’Italia è bloccata ancora una volta per le vicende personali di Silvio Berlusconi. Non è possibile che il Paese debba sottostare ai suoi diktat. Lega ed M5S avrebbero i numeri per realizzare tutto ciò che servirebbe agli italiani e per mettere in piedi un governo in grado di fare ciò che hanno promesso in campagna elettorale. Non dimentichiamo però che nella Lega convivono due anime, una delle quali ostile a Salvini e che non ne vuole sapere di rinunciare al vecchio e consolidato schema del centrodestra. Oggi Salvini non ha più scuse dopo che Di Maio si è detto pronto a fare un passo indietro. Fino a ieri ha potuto utilizzare come alibi l’impuntatura del leader 5S nel voler andare a tutti i costi a Palazzo Chigi. Oggi questo alibi è venuto meno, quindi il leader leghista deve assumersi le sue responsabilità”. 

Sta dicendo in pratica che la mossa di Di Maio è stata intelligente?

“Senza dubbio, anche perché ha smontato il bluff di Salvini che fino ad oggi ha sempre ripetuto di essere pronto a farsi da parte per favorire l’alleanza, sapendo bene che nessun governo sarebbe poi effettivamente nato. Adesso Di Maio, dopo essere rimasto col cerino in mano con la chiusura del forno aperto col Pd, sta cercando di smascherare il bluff di Salvini annunciando la sua intenzione di farsi da parte, come il leader leghista gli ha sempre chiesto, per vedere se questo governo Salvini vuole farlo davvero. Adesso Matteo non ha più scuse, la palla è passata a lui e la soluzione della crisi dipenderà dalle decisioni che vorrà assumere”. 

Berlusconi continuerebbe a resistere rifiutando il passo di lato richiesto da Di Maio perché teme di trovarsi fagocitato da Salvini. Ha paura insomma di indebolire la sua leadership e favorire l’esodo degli azzurri verso il Carroccio. Non è questo un rischio concreto?

“Berlusconi ha ancora un grande potere mediatico grazie alle sue televisioni. La Lega penso avrebbe difficoltà ad accogliere al proprio interno parlamentari con una concezione politica molto diversa dalla sua. Il Carroccio non è un partito per tutte le stagioni e i parlamentari cresciuti alla corte berlusconiana avrebbero seri problemi di integrazione in un movimento che non fonda il suo successo sul marketing mediatico. Berlusconi oggi non ha più i voti, ma questo non significa che abbia perso potere. Può trascorrere quando vuole un’intera domenica insieme a Barbara D’Urso davanti a 16 milioni di persone a parlare di politica spicciola e ad inventarsi una nuova immagine politica. Ma questo lo sanno anche Salvini e la Meloni”. 

Voi di CasaPound se foste in Salvini vi fidereste dei 5stelle?

“Nel M5S convivono anime diverse e non si capisce mai davvero qual è quella maggioritaria. C’è l’anima rivoluzionaria, quella di sinistra pro Ius Soli e immigrazione, quella pro-euro. Difficile capire con chi relazionarsi. Qui non si tratta di fidarsi o meno ma di mettere nero su bianco le cose da fare. I 5S devono dire chiaramente cosa intendono per lotta alla povertà, non possono limitarsi a generiche enunciazioni di principio. Quali misure intendono mettere in campo? Ci spieghi Di Maio come intende garantire il reddito di cittadinanza o eliminare la Legge Fornero. Noi di CasaPound abbiamo grosse difficoltà a dialogare con i 5S, anche perché sono capaci di sostenere di tutto e di più, ma poi all’atto pratico non sembrano in grado di andare oltre gli slogan”.

Quindi un governo con loro lo avreste fatto?

” In questa fase sì, stabilendo ovviamente punti programmatici comuni, ponendo gli italiani al centro di ogni decisione e rimettendo in discussione il rapporto con l’Europa. Non c’è alternativa per noi al recupero della sovranità monetaria, perché se non si recupera questa, sarà impossibole realizzare qualsiasi cosa. Se avessero il coraggio di eliminare la Fornero, rigettare i vincoli europei e mettere in atto iniziative alla Grillo rivolte a riacquisire questa sovranità, ci troverebbero sicuramente favorevoli”.

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