Cosa unisce ancora il centrodestra? Il M5s

Politica

Il M5S perde il pelo, ma non il vizio e continua a esercitare una pressione sul centrodestra affinchè i leader dividano quello che gli elettori hanno unito”.

Con queste parole il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti vuole chiarire subito un punto dopo il fallimento delle consultazioni coi 5Stelle: “Mi sembra anche poco rispettoso e coerente con la storia del Movimento chiedere ad altri partiti di trattare gli elettori in modo così difforme da quanto hanno espresso, dopo che i 5 Stelle hanno fatto della democrazia diretta il centro del proprio messaggio. E’ frutto di un corto circuito che sta facendo andare in tilt il Movimento, che oggi non ha il coraggio di assumersi responsabilità di governo assieme al centro-destra, ma non vorrebbe che gli venisse addebitata la colpa di questo stallo”.

Dunque la colpa è del Movimento e Forza Italia come la Lega non sono divisi né divisibili. 

Cosa li unisce ancora allora? Pare proprio loro, i grillini. Anche perchè tra Berlusconi e Salvini a parte Flat tax e pochi altri punti, non c’è condivisione. Né sulla legge Fornero, che andrebbe cancellata per Salvini, né sull’euro che Berlusconi non mette minimamente in discussione, né sui figli alle coppie gay, ostacolati dal leader leghista, ignorata (o forse proprio condivisa) come battaglia da Berlusconi-Pascale.

E’ riuscito solo Di Maio a non farli separare, come quando un’amante diventa talmente ingombrante che è meglio rimanere con la moglie, e almeno rappresenta “l’originale” contro la “copia”.

Ma non sa il Cav. che con Renzi pagherà di più le conseguenze di un eventuale voto anticipato? “Chi sperava di avvantaggiarsi di questa legge elettorale e mettersi insieme il giorno le elezioni, soprattutto Forza Italia e Pd, Berlusconi e Renzi, saranno quelli che pagheranno di più le conseguenze di elezioni anticipate a luglio, che noi chiediamo ufficialmente, come mi sembra stia facendo anche la Lega, quindi c’è già una maggioranza parlamentare che è d’accordo, almeno sul ritorno al voto” è la profezia di Di Maio. Ed è molto realistica.

 

 

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