Governo, parla Rinaldi: “Perché con Savona sarà svolta”

Interviste

Questo pomeriggio, rispettivamente alle 17,30 e alle 18, il Presidente della Repubblica riceverà al Quirinale le delegazioni del M5S e della Lega. Di Maio e Salvini, con ogni probabilità, ufficializzeranno al Capo dello Stato il nome di Giuseppe Conte, docente di diritto privato presso l’Università Luiss di Roma, come candidato premier. Lo Speciale ha chiesto un commento sul profilo del possibile nuovo premier all’economista euroscettico Antonio Maria Rinaldi animatore del sito Scenari Economici. Oltre all’ipotesi che Conte diventi Presidente del Consiglio ha preso quota quella dell’ex ministro dell’Industria del Governo Ciampi Paolo Savona come titolare del dicastero economico. Tuttavia non mancherebbero da parte del Capo dello Stato perplessità sul nome di Conte e quindi non è escluso che oggi possa arrivare dal Colle una nuova frenata per la nascita del nuovo governo.

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Conosce Giuseppe Conte? Che giudizio ha?

“Non lo conosco, non ho mai avuto rapporti con luim ma questo perché apparteniamo a due sfere tecniche completamente diverse del mondo universitario. E’ dunque difficile avere la possibilità di incontrarsi ed interloquire”. 

Ma è il premier giusto per l’Italia in questo momento? 

“Ripeto, non conosco il professor Conte ma mi sembra che in passato abbiamo avuto come premier dei profili non propriamente eccelsi, soprattutto negli ultimi anni. Quindi nel momento in cui due partiti che esprimono la maggioranza parlamentare indicano un nome, quel nome va rispettato. Sono stati promossi come premier personaggi privi del gradimento degli italiani, e mi permetto di osservare non avevano affatto lo stesso curriculum di Conte che mi sembra di assoluto rispetto”.

Non sarebbe stato meglio puntare su una figura politica?

“Questo certamente sì, ma il governo avrà comunque un’impronta fortemente politica. Per la prima volta abbiamo letto alla luce del sole quali saranno i punti fondamentali dell’azione del nuovo governo e questo non era mai accaduto prima, quando si cambiavano le carte in tavola sottobanco e con i classici inciuci. Oggi invece possiamo vigilare scrupolosamente e verificare se i punti del contratto saranno rispettati. Noi cittadini saremo i primi, inflessibili censori nel valutare l’andamento degli accordi sottoscritti. L’importante alla fine è che le persone chiamate a far parte del futuro esecutivo abbiano la fiducia e il supporto della maggioranza del Parlamento. Era molto difficile del resto arrivare ad una sintesi fra due movimenti molto diversi come la Lega e i 5S. Evidentemente quello di Conte è stato il nome che ha favorito la più ampia convergenza”. 

Nel braccio di ferro sulla premiership anche lei ritiene che abbia vinto Di Maio e che Salvini abbia pesato di meno?

“Il Movimento 5Stelle è il partito che ha raccolto il maggior numero di consensi, quindi ritengo avesse tutto il diritto di esprimere il premier. Ma non parlerei di vincitori e di sconfitti. Saranno vincitori se riusciranno a portare a termine la sfida e governare bene il Paese. Sarà solo allora che potremo stabilire davvero chi ha vinto e chi ha perso. Sinceramente spero vincano entrambi, e che con loro vinca l’Italia grazie all’azione di un buon governo”.

Si parla di Paolo Savona come possibile ministro dell’Economia. E’ la persona giusta per un governo che comunque parte con l’idea di ridiscutere i trattati europei?

“Savona lo conosco da soli 42 anni. Quello che mi dà più fastidio è leggere certe notizie del tutto fuorvianti su di lui e sul suo effettivo pensiero. E’ una delle menti economiche più elevate in Italia. Pur nella sua totale indipendenza, ha sempre ribadito il principio secondo cui siamo tutti europeisti ma non certo fan dell’Unione europea. Questo significa che una cosa è il concetto di Europa, altra la UE. Savona è stato il primo a sostenere la necessità di verificare se le regole che ci sono state imposte ai tempi di Maastricht, siano ancora attuali e proficue per il Paese. Ha sempre denunciato come noi italiani siamo andati a trattare in Europa mostrando il fianco, senza alcuna capacità interlocutoria capace di far valere le nostre ragioni. La linea di Savona è chiarissima: siamo europeisti nei confronti dell’Unione Europea nella misura in cui ci rispettano. Anche perché la modifica delle regole della Ue la stanno chiedendo tutti, seppur con sfumature diverse”.

Quindi sarebbe il ministro ideale per l’epoca che stiamo vivendo?

“Direi proprio di sì. Fra l’altro ricordo che è uscito quindici giorni fa un libricino allegato a Milano Finanza nel quale critica pesantemente il suo maestro, Guido Carli, accusandolo di essersi fatto tremare troppo la mano a Maastricht ed evidenziando la necessità di un forte tagliando della Ue. Questo sicuramente potrà dare fastidio a molti,  ma ad oggi l’unica alternativa alla revisione dei trattati sarebbe il declino totale. Ben venga dunque qualcuno capace di dire chiaramente che se si vorrà mantenere un’Italia forte all’interno dell’Unione, sarà necessario sedersi al tavolo e ridiscutere le regole. Che poi in fondo è ciò che chiedono anche Macron e la Merkel. Si tenga conto quindi anche delle esigenze dell’Italia, non solo di quelle di Germania e Francia. Questo è ciò che sostiene Savona e che io sottoscrivo in pieno”. 

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