Governo, parla Chiara Geloni: “Salvini ha finto, ora si vedrà”

Interviste

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Verso il governo del Presidente guidato da Carlo Cottarelli. Il premier incaricato salirà al Colle con la lista dei ministri anche se al momento sembra impossibile, salvo improvvisi colpi di scena, che possa ricevere la fiducia del Parlamento. Lo Speciale ha discusso della grave crisi istituzionale che si è aperta nel Paese con la politologa Chiara Geloni, responsabile del sito online di Articolo 1-Mdp. Contro Sergio Mattarella M5s e Fratelli d’Italia sono arrivati a chiedere l’impeachment, la messa in stato d’accusa per attentato alla Costituzione. La tensione è alle stelle anche se c’è una parte dell’Italia comunque solidale con il Presidente. E molti si stanno chiedendo se la mossa del Capo dello Stato non rischi di favorire alle ormai certe elezioni politiche anticipate, un trionfo ancora più massiccio delle forze sovraniste ed anti-europeiste.

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Contro Mattarella c’è chi chiede l’impeachment, ma al di la di questo molti si chiedono se il Capo dello Stato con l’operazione Cottarelli non abbia offerto un pericolo assist alla propaganda di Lega ed M5s in vista delle prossime elezioni. Condivide?

“Mattarella ha agito con coscienza seguendo l’iter previsto dalla Costituzione. Penso in realtà che qualcuno, e mi riferisco a Matteo Salvini, abbia voluto questo finale facendo finta di voler andare al governo ma lavorando nel contempo per far saltare il banco. E devo dire c’è riuscito”.

A questo punto Lega ed M5S si presenteranno alle elezioni insieme, o Salvini tornerà nel centrodestra con Berlusconi?

“Credo che Salvini stia valutando la soluzione più vantaggiosa per lui, non soltanto in prospettiva di una prossima vittoria elettorale, ma anche guardando all’orizzonte di un futuro governo. Al momento penso che non abbia ancora ben chiaro quale strada intraprendere. Il tempo che ci separa dalle elezioni politiche è un periodo relativamente breve, durante il quale però devono succedere ancora alcune cose. Non dimentichiamo che c’è nell’immediato una tornata amministrativa importante, cui poi seguiranno i ballottaggi. Quindi allo stato attuale al leader della Lega conviene stare alla finestra e valutare, per poi decidere quale forno aprire e quale chiudere sulla base del migliore investimento a breve e lungo termine”.

Il Pd sembra l’unica forza politica disposta a sostenere il Governo Cottarelli. Ma così facendo non rischia di aggravare la lacerazione con il corpo elettorale andando a supportare un esecutivo tecnico, non votato dagli elettori e percepito come espressione delle lobby?

“Visto come si sono messe le cose, il Pd ha tutto l’interesse a sostenere la proposta di Mattarella. Sarebbe forse più penalizzato se scegliesse di non schierarsi. Poi non dimentichiamo che questo governo avrà comunque vita molto breve e il fatto che venga o meno votato non inciderà più di tanto sull’esito delle prossime elezioni. La fiducia Cottarelli non l’avrà e si troverà a governare in condizioni eccezionali. Il Pd non entrerà comunque a far parte della maggioranza, si limiterà soltanto a sostenere un’iniziativa del Quirinale”.

C’è chi, come Fabio Torriero, vede sempre più possibile la nascita di un nuovo bipolarismo in Italia, non più all’insegna dello scontro destra-sinistra, bensì sovranisti- europeisti. Vede possibile questo scenario?

“E’ sicuramente possibile, dipenderà dalla scelta di Salvini. Dovrà decidere se alle prossime elezioni dare vita ad una sfida fra i due sovranismi, Lega contro M5S, oppure allearsi con Di Maio per contrastare un ipotetico blocco della responsabilità europea. Uno scenario che considero molto preoccupante, perché semplificherebbe il discorso sull’Europa che non può essere difesa in modo acritico. Non si possono infatti ignorare le ragioni, non del sovranismo, ma quelle della sovranità da intendere come rispetto di tutti gli stati membri, evitando che alcuni paesi esercitino uno strapotere a scapito di altri. Non vorrei che la polarizzazione europeisti contro sovranisti, faccia perdere di vista l’esigenza di riformare un’Europa che non manca di criticità”.

In questo nuovo bipolarismo una forza come Liberi e Uguali dove andrebbe a collocarsi?

“Penso che anche nel momento in cui il populismo e il sovranismo avranno spazzato via quello che è l’establishment dominante, inevitabilmente si apriranno di fronte a loro scelte di destra e di sinistra. Il compito di una forza di sinistra dovrà essere quella di presidiare questa parte di mondo, proponendo una nuova idea di governo non incentrata su nostalgie del passato ma su sfide nuove e priorità ben definite,nel solco della grande tradizione della sinistra italiana ed europea. Non mi rassegno all’idea che non esistano più idee di destra e idee di sinistra ma soltanto idee per gli italiani. Ci sono fra gli italiani e quelli europei interessi ed interessi che non sempre sono assimilabili fra loro. Chi dice che destra e sinistra non esistono più, è solitamente di destra”. 

Dopo quanto avvenuto con il caso Savona e gli interventi di ministri europei nel dibattito politico italiano, oggi ha ragione chi dice che viviamo in un Paese a sovranità limitata?

“Certamente c’è un limite alla nostra sovranità che però abbiamo accettato nel momento in cui abbiamo deciso di far parte dell’Unione europea. L’Italia poi è un paese con un alto debito e quando si è debitori si sa che i creditori possono avere da ridire sulle scelte che si fanno. Bisogna prendere atto della realtà. Non piace neanche a me di stare sotto esame da parte degli altri paesi, ma questa situazione purtroppo è il frutto di scelte che sono state prese in passato e dalle quali non possiamo prescindere. Scelte che sono state fatte anche dai governi degli ultimi anni che hanno chiesto maggiore flessibilità per dare i bonus agli italiani, ma senza creare le condizioni perchè l’Italia potesse essere considerata partner più sicuro e degno di essere trattato al pari degli altri”. 

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