Riforma Ue, parla Di Stefano (CasaPound): “Il nostro appoggio a Salvini”

Interviste

Governo Conte, CasaPound sta alla finestra. Parla a Lo Speciale il vicepresidente Simone Di Stefano. Immigrazione e rapporti con l’Europa, queste le priorità alla luce anche delle ultime dichiarazioni, per certi versi dirompenti, della cancelliera tedesca Angela Merkel. Sull’immigrazione ha ammesso che l’Italia è stata lasciata troppo sola a gestire l’accoglienza e questo inevitabilmente avrebbe contribuito a generare fra gli italiani un forte sentimento anti-europeista. Parlando poi della Riforma dell’Unione europea la Merkel ha proposto anche una quota del bilancio Ue da destinare agli investimenti, con l’obiettivo di compensare le differenze fra i vari paesi della zona euro.

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E’ nato il Governo Conte. Vi convince o voi di CasaPound vi aspettavate qualcosa di diverso?

“Si tratta di un governo che a nostro giudizio potrebbe avere delle grandissime potenzialità che ora sono tutte da mettere in pratica. Difficile che ci riusciranno, considerando che per realizzare il programma dovranno inevitabilmente andare allo scontro con l’Unione Europea ed uscire. Non ci sembra però che Conte e company siano pronti a farlo. Tuttavia abbiamo mostrato simpatia verso questo Esecutivo considerando che si è detto pronto a sforare i parametri europei se questi saranno da ostacolo all’azione di Governo. Un conto però è dirlo, bisognerà vedere se saranno capaci di farlo. E’ quello che si aspettano tanto gli elettori della Lega che del M5S”.

Intanto però la Merkel annuncia riforme nella zona euro fino a garantire un fondo per gli investimenti nel bilancio europeo per colmare le differenze fra i Paesi. C’è da fidarsi?

“Penso che il cambio di strategia della Merkel sia propedeutico alle prossime elezioni europee. C’è stata la Brexit, c’è stato il trionfo delle forze sovraniste in molti stati, c’è un diffuso sentimento anti-tedesco che sta cavalcando un po’ ovunque. Ormai tutti sono concordi nel ritenere che questa Europa vada cambiata e la cancelliera cerca forse di limitare i danni. Per quanto ci riguarda si tratta soltanto di piccoli contentini, del tutto inutili senza la piena riconquista della sovranità monetaria. Ognuno devo essere libero di gestire la propria economia come meglio crede, e noi italiani l’abbiamo sempre fatto andando in deficit e facendo circolare una moneta che pur non avendo grande valore all’estero, ci consentiva di vivere. Fino a venti anni fa la nostra economia andava avanti così. La Germania ha una visione diametralmente opposta alla nostra e questo ci impedisce di condividere una moneta unica e una banca centrale comune. Ben vengano segnali diversi dall’Unione europea,ma non credo servano a molto”.  

Però dal programma di governo è sparito qualsiasi riferimento all’uscita dall’euro. Questo che significa? Che non si riuscirà a realizzare nulla di quanto promesso?

“Spero che il progetto finale sia quello di forzare l’Unione europea per arrivare ad una deflagrazione e ad un’uscita dall’euro da parte della stessa Germania. E’ quello che illustri economisti della Lega, come Borghi e Bagnai, hanno sempre auspicato. Un’impostazione che tuttavia noi non condividiamo ritenendo fondamentale un’immediata uscita dall’euro in forma unilaterale per riavere al più presto una Banca centrale e una nostra moneta. Ad ogni modo speriamo che l’aver stralciato l’uscita dall’euro dal programma, sia soltanto una mossa strategica per consentire la partenza del Governo. Ora però vogliamo vedere la flat tax, la banca pubblica di investimento proposta dal M5S e veder sforare i parametri di bilancio come scritto nel contratto”.

Di Maio ministro del Lavoro. Cosa vi sentite di consigliargli tanto per iniziare?

“Gli ho ricordato sui social nei giorni scorsi che sulla pratica Ilva potrebbe, in base all’articolo 43 della Costituzione, nazionalizzare l’Azienda, porla sotto il controllo pubblico, bonificarla  e continuare a produrre acciaio italiano. E’ nelle sue facoltà per salvare tutti i posti di lavoro ed evitare che il nostro Paese, anche sull’acciaio, diventi schiavo delle multinazionali straniere. Ora sta al Governo e può fare tutto ciò che ha promesso. Noi come CasaPound saremo pronti a sostenere nel Paese l’azione di questo Esecutivo se si muoverà nella direzione auspicata, ma saremo anche pronti a raccogliere il consenso in uscita se deluderanno le aspettative degli elettori”.

Salvini ministro dell’Interno. Vi aspettate cambiamenti significativi su sicurezza e immigrazione?

“Il leader della Lega ha una grossa responsabilità. Anche per lui molto presto diventerà impossibile pubblicare post di denuncia, visto che in prima persona dovrà risolvere i problemi. Noi gli staremo vicino e gli daremo tutto l’appoggio possibile, incitandolo ad andare avanti. Anche perché Salvini avrà tanti nemici che saranno pronti in qualsiasi momento e su qualsiasi provvedimento ad ostacolarlo. Per questo avrà bisogno anche del nostro appoggio”.

Vede possibile la nascita di un fronte sovranista alle prossime elezioni europee al quale voi di CasaPound aderire?

“Allo stato attuale no, anche perché il centrodestra, non più esistente a livello nazionale, continua a sopravvivere nei livelli locali. Noi ovviamente ci saremo, pronti a collaborare con chi volesse sperimentare la strada di un fronte sovranista, ma altrettanto pronti comunque ad essere presenti anche da soli come abbiamo sempre fatto fino ad oggi”.

 

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