A Lo Speciale parla Colletti (M5S): “Duplice mira in Europa: migranti ed economia”

Interviste

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Si smorza la tensione fra Italia e Francia sulla vicenda Aquarius. Il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Macron si sono chiariti oggi telefonicamente ribadendo la volontà di incontrarsi.  Restano però le frasi offensive pronunciate nei confronti degli italiani, definiti “cinici e vomitevoli”, C’è chi, come il quotidiano La Verità, ipotizza che dietro il nervosismo dei francesi ci possa essere la forte intesa instauratasi fra il premier Conte e il presidente statunitense Donald Trump. Lo Speciale ne ha parlato con il parlamentare del Movimento 5Stelle Andrea Colletti. Dopo che da Trump sono arrivati apprezzamenti per la “svolta italiana” c’è chi scorge dietro l’attacco di Macron sulla vicenda della nave Ong, bloccata con i migranti a bordo e che non ha potuto attraccare in Italia per il divieto allo sbarco imposto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, il timore di vedere a rischio le sue mire su Libia, banche e Ue.

SU LO SPECIALE I RETROSCENA DELLO SCONTRO ITALIA-FRANCIA

E’ credibile questa chiave di lettura avanzata dal quotidiano La Verità? Macron sarebbe intimorito da un possibile asse privilegiato fra Italia e Stati Uniti e dalla paura che Roma con questo Governo possa assumere più peso in Europa?

“Credo che la Francia abbia sempre lavorato in funzione dei propri interessi. Macron penso stia ragionando in questo momento con lo sguardo molto più rivolto al fronte interno che a quello internazionale. A Parigi ci sono scioperi e proteste anti governative molto forti e la tensione sociale è alle stelle. Quindi penso che i toni offensivi usati contro l’Italia siano più fondati su logiche di politica interna, tese ad arginare il malcontento crescente contro le politiche macroniane, che non a strategie relative al Mediterraneo o al rapporto con gli Stati Uniti”.

Però la prima uscita internazionale del premier Conte non è stata proprio indolore se si sono scatenate simili reazioni. Hanno capito in Europa che il vento sta cambiando? L’immagine del “signor nessuno” forse è stata smentita?

“Consiglierei di aspettare prima di giudicare o tirare delle somme affrettate. Il Governo è in piedi da pochi giorni. Abbiamo iniziato adesso a lavorare. Non cantiamo vittoria troppo presto. Dal punto di vista nazionale con la vicenda Aquarius abbiamo certamente confermato la volontà di non voler sottostare più agli interessi altrui. Quando un Paese dimostra di avere la capacità di alzare la testa e di non accettare supinatamente quello che altri vogliono imporgli, è ovvio che anche l’atteggiamento nei suoi confronti sia destinato a cambiare. In Europa hanno sicuramente compreso che in Italia il vento è cambiato e che sarà utile e necessario rapportarsi con noi in maniera diversa e più costruttiva. Ora però dovremo valutare come procedere”. 

Salvini sembra averlo già capito. Sulla difesa dei confini della Ue il Ministro dell’Interno vuole giocare di sponda con l’omologo tedesco Seehofer che nella Csu guida il fronte anti Merkel. Questo potrebbe aiutare l’Italia ad avere più ascolto a Berlino dove il ministro degli Esteri ha già detto di non poter più lasciare sola l’Italia sul fronte immigrazione?

“Il nostro obiettivo nei rapporti con l’Europa è duplice: c’è il fronte degli immigrati ma anche quello economico che possono andare di pari passo. Già il fatto di aver subito attacchi pesanti da parte della Francia, ma anche di esponenti tedeschi e spagnoli, è la dimostrazione che le posizioni italiane iniziano a fare paura. E’ proprio questo che è mancato fino ad oggi, la capacità di farci valere anche incutendo timore nei nostri alleati europei. Le prossime settimane saranno decisive. E’ evidente che il quadro internazionale si sta riequilibrando ma dovremo attendere i vertici in programma a breve per capire la reale portata dei temi in agenda e in che direzione muoverci. Sicuramente ci presenteremo con una spinta in più “. 

 

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