Copyright Ue oggi, per Fusaro: “Ora abbiamo la prova che l’open society non esiste”

Interviste

E’ previsto oggi al Parlamento europeo il voto sulla direttiva riguardante le nuove norme sul copyright, giudicata dal mondo dei social una sorta di legge bavaglio. L’enciclopedia online Wikipedia si è oscurata da due giorni in segno di protesta, pubblicando un comunicato in cui spiega il motivo per cui ha deciso di non fornire i servizi agli utenti. Lo Speciale ha chiesto un commento in merito al filosofo Diego Fusaro, da sempre molto attivo sui social. L’articolo 11 della direttiva secondo la rete, costringerebbe chiunque utilizzi snippet di contenuti giornalistici online ad ottenere una licenza dall’editore. L’articolo 13 invece obbligherebbe le piattaforme digitali a filtrare i contenuti pubblicati dagli utenti. Questo in pratica sopprimerebbe la libera circolazione delle idee sulla rete e comporterebbe il rischio di censurare le notizie scomode. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini che ha gridato il suo “viva internet” contro qualsiasi limitazione o filtro che possa restringere gli spazi di libertà.

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Wikipedia ha oscurato le sue pagine per protestare contro la direttiva Ue sul copyright. Condivide le ragioni della protesta?

“E’ sicuramente una mossa efficace e dal forte impatto, anche se poi in molti hanno espresso dubbi sul fatto che Wikipedia informi sempre in massima libertà. La mia pagina per esempio non mi rispecchia. Ho provato in tutti i modi a farla modificare, ma senza successo”.

Sulla questione del copyright è intervenuto anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha dato supporto a Wikipedia e ha evidenziato come con questa legge sia molto forte il rischio di imbavagliare la libertà di tutti. Come commenta?

“Salvini ha perfettamente ragione nell’evidenziare che non servono bavagli o mordacchie per limitare la libertà di espressione. Del resto non è vero che viviamo in quella che i liberali vogliono santificare sempre come “open society”. E’ uno strano concetto di open society quello in cui le idee circolano in maniera tutt’altro che aperta e libera. E’ invece la prova che la open society è forse la società meno aperta dell’intera storia umana. Open a patto che si accettino le ingiunzioni e i principi dell’ordine liberal e cosmopolitico del turbo capitalismo globalizzato e apolide”.

Sembra che alla politica questo argomento interessi poco. Eppure i cosiddetti populisti e sovranisti non avrebbero tutto da perdere nel caso in cui la direttiva venisse applicata?

“Certo, è un argomento decisivo. I padroni del discorso vogliono restringere la libertà di informazione. Lo dice molto bene Spinoza nel ‘Trattato Politico’. La libertà di dire dei dominati è sempre particolarmente sgradita ai dominanti che fanno di tutto perché non esista. Evidentemente siamo in questa fase di passaggio, iniziata con la lotta alle cosiddette fake news, ossia contro tutto ciò che indistintamente non piace a chi detiene il potere. Segno premonitore di ciò che sta avvenendo ora”. 

Quali a suo giudizio le insidie maggiori che questa direttiva comporta?

“Sulla direttiva Ue vedo come pericolo principale il fatto che si possa imbrigliare la libera informazione e la  circolazione delle idee. Verrà in pratica sanzionato, come fake news o come voce antidemocratica, tutto ciò che non piace ai globalisti del sistema dominante”

Come giudica invece la decisione del Ministero della Salute sui vaccini? Basterà l’autocertificazione per iscriversi a scuola. 

“Penso sia un passo avanti rispetto a ciò che c’era prima, anche se il clima non mi sembra dei migliori per discutere serenamente di questo argomento. Chi non è vaccinato continua ad essere visto come un pericoloso untore da colpire in ogni modo. Credo vada riaperto un fronte di dialogo sereno e pacato, su argomenti che a mio giudizio non hanno a che fare soltanto con la scienza ma richiedono anche un contributo di carattere politico, culturale e filosofico”.

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