Niente direttiva Ue sul copyright : Di Maio e Salvini esultano. Ma spuntano gravi minacce

Politica

Una gran bella decisione presa in seduta plenaria dal Parlamento europeo a Strasburgo quella di rinviare la proposta di direttiva per la riforma del copyright. Per il vice premier Luigi Di Maio è “il segnale tangibile che finalmente qualcosa sta cambiando a livello europeo”.

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro ha voluto dire la sua dopo aver contestato, nei giorni scorsi, la direttiva che dalla rete è stata percepita come una preventiva censura. Save the internet si chiamava la cordata che era partita a difesa della libertà e della vera società aperta.

“Colgo l’occasione per ringraziare il lavoro svolto dai rappresentanti a Bruxelles – h detto – che hanno operato per respingere l’impianto proposto dalla Commissione europea che si pone l’obiettivo di limitare le potenzialità della rete in termini di libertà d’espressione”.

Il governo – prosegue la nota del vice premier – continuerà ad essere parte attiva durante il prosieguo del dibattito sulla direttiva sul copyright al fine di rimuovere definitivamente gli articoli 11 e 13 che ritiene portatori di due concetti inaccettabili quali: il diritto per i grandi editori di autorizzare o bloccare l’utilizzo delle loro pubblicazioni, introducendo di fatto una ‘link tax’, e la possibilità concessa alle società che danno accesso a grandi quantità di dati di adottare misure per controllare ex ante tutti i contenuti caricati dagli utenti”, conclude.

“Bavaglio alla rete e a Facebook respinto ora Strasburgo, anche grazie al no della Lega: non ci fermeranno” ha invece twittato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, su Twitter.

Ma per qualcuno è solamente il risultato dell’intensa attività di lobby svolta dai giganti della rete e da quanti prosperano rubando agli editori i loro contenuti. Tra quelli che lo sottolineano e lo spiegano tecnicamente c’è Carlo Perrone, presidente dell’associazione degli editori europei (Enpa).

E spunta anche uno scandalo gravissimo. Negli ultimi giorni numerosi deputati al Pe avrebbero ricevuto gravi minacce (come riporta l’Ansa) “persino di morte” sulla proposta di riforma sul CopyrightLo ha denunciato il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), all’Europarlamento.

“La riforma del Copyright è un argomento molto dibattuto – ha detto il leader del Gruppo Udo Bullmann – e crea forti tensioni. Il dibattito appassionato è parte essenziale del processo politico, ma dobbiamo garantire che non si passi il limite. E’ inaccettabile che numerosi parlamentari Ue siano sono stati oggetto di gravi minacce”.

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